L'ipotesi di superare la Quota 100 con la Quota 102 viene bocciata dai sindacati che cercano maggiore flessibilità: è questa una delle più importanti novità in tema di previdenza e Pensioni. Di fatti ad essere contestata è la possibilità di andare in pensione a 64 anni di età con 38 anni di contributi. Il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, ha dichiarato al riguardo che la Quota 102 non consentirebbe l'accesso alla pensione anticipata per le persone che sono più "deboli" sul mercato del lavoro, come i giovani e le donne.

No alla Quota 102: "Via dal lavoro a 62 anni"

Secondo l'Anief, (l'Associazione nazionale insegnanti e formatori), la politica deve ridurre i costi e scorporare dall'Inps tutte le uscite non legate alla previdenza. Il leader del sindacato autonomo infatti sottolinea che bisognerebbe avvicinarsi alla politica dei paesi vicini come la Francia, dove il pensionamento scatta a 62 anni mentre l'Italia rimane ferma sempre a 67. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ritiene la proposta offensiva per i lavoratori italiani perché si starebbe tentando solo di allungare le tempistiche con degli assegni che risulterebbero quasi dimezzati rispetto a qualche anno fa.

Per i sindacati sarebbe opportuno ritornare alla riforma Dini, la quale prevedeva un'uscita flessibile da 57 a 65 anni di età per chi lavora dal 1996. I sindacati chiedono che tale idea venga applicata anche ai misti consentendo quindi ai lavoratori di andare in pensione con i requisiti di 62 anni di età e 20 anni di contributi.

La Cisl dichiara di essere contraria sia nel merito che nel metodo e che è necessario aprire quanto prima un tavolo di confronto tra Governo e parti sociali per attuare anche le Commissioni di studio sulla spesa previdenziale e sui lavori previste dalla Legge di Bilancio.

Anche la Uil si dichiara contraria alla Quota 102 sia per una questione di mancata flessibilità sia perché aggraverebbe i problemi non risolti dalla Quota 100. Secondo loro infatti si dovrebbe lavorare ad una legge che preveda l'uscita verso i 62-63 anni di età, considerando ovviamente il lavoro che si svolge e la sua gravosità.

La proposta dell'ex ministro Damiano

La Quota 102 non convince nemmeno l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano che in un'intervista ha proposto un'uscita dal lavoro fissata a 4 anni prima.

La sua idea è di anticipare l'uscita a 63 anni con una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo. Damiano inoltre propone che i lavoratori interessati da mansioni pesanti e usuranti debbano andare in pensione prima del previsto come i lavoratori delle miniere, cave, lavori notturni.

Anche il sottosegretario all'Economia Baretta sottolinea la necessità di massima flessibilità per il lavoratore. E' intervenuto sull'argomento anche Matteo Salvini che ritiene e promette di bloccare l'innalzamento dell'età pensionabile.

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