Un pacchetto limitato di provvedimenti da inserire nella legge di Bilancio 2021, in attesa di definire la riforma delle Pensioni del dopo quota 100 e l'ammorbidimento dei meccanismi di uscita della riforma Fornero. Potrebbe essere questa la strategia del governo in vista della ripresa dei tavoli con i sindacati, il prossimo dei quali è in programma mercoledì 14 ottobre, dopo il rinvio obbligatorio dei giorni scorsi dovuto alla quarantena del ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo. Ma sul tavolo delle trattative potrebbe essere proposto un allargamento della quota 41 dei precoci, andando a ricomprendere i lavoratori in situazione di "fragilità".

Pensioni anticipate a quota 41: ultime novità di oggi sulle uscite del 2021

La novità degli ultimi giorni riguarderebbe l'intervento proposto dalla Cgil, Cisl e Uil a favore dell'apertura di un canale di pensione anticipata al raggiungimento dei 41 anni di contributi senza tener conto dell'età anagrafica in cui si lascia il lavoro. La misura andrebbe a favore dei lavoratori riconosciuti in condizioni di fragilità come, a titolo esemplificativo, i malati cardiopatici o oncologici. Tuttavia, sulla definizione di "lavoratori fragili" stanno lavorando i tecnici del governo ma non è escluso che la situazione sanitaria della platea dei beneficiari possa essere associata a quella già prevista dall'anticipo pensionistico Ape social in merito ai requisiti di uscita.

Inoltre, proprio l'apertura del governo al meccanismo della quota 41 a favore dei lavoratori fragili potrebbe di fatto allargare la platea stessa dei lavoratori in uscita con l'Ape social, la formula di pensionamento anticipato che garantisce l'uscita agevolata a partire dai 63 anni di età e con 30 o 36 anni di contributi a seconda della condizione sociale ed economica del richiedente.

Pensioni quota 41, opzione donna e Ape social: tre metodi di uscita anticipata in attesa delle riforma

Il nuovo canale di uscita dei lavoratori fragili andrebbe ad aggiungersi a quello delle pensioni a quota 41 attualmente in vigore, che verrebbe confermato anche nel 2021 dalla prossima legge di Bilancio.

Ad oggi, i lavoratori precoci possono agganciare la quota 41 in presenza dei 41 anni di contributi purché abbiano versato almeno un anno di contributi entro il compimento del 19esimo anno di età. La quota 41, insieme alla variante dei lavoratori fragile, l'opzione donna e l'Ape social dovrebbero essere ancora i tre perni di pensione anticipata agevolata anche per il 2021, in attesa di una più ampia riforma da varare nel prossimo anno per i pensionamenti dal 1° gennaio 2022. Infatti, nella Manovra che il governo si appresta a discutere è quasi certa la conferma della proroga dell'opzione donna per tutto il 2021, in modo da assicurare l'uscita a partire dai 58 anni di età (un anno in più per le lavoratrici autonome) alle contribuenti che abbiano almeno 35 anni di contributi e che accettino il ricalcolo della futura pensione con il meccanismo contributivo.

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