Il decreto semplificazioni recentemente pubblicato in Gazzetta ufficiale introduce una novità destinata a trasformare la gestione delle assenze dal lavoro per malattia: da metà dicembre i medici di famiglia potranno rilasciare il certificato anche tramite televisita, con pieno valore legale. Una rivoluzione che promette di alleggerire il carico burocratico su ambulatori già sotto pressione, ma che per diventare realtà necessità di un passaggio chiave ancora mancante: l’accordo tra Stato e Regioni.

Certificati di malattia anche da remoto: cosa prevede la norma

Il nuovo decreto equipara la certificazione ottenuta a distanza a quella effettuata in presenza, consentendo ai medici di attestare l’assenza dal lavoro senza visita fisica. Un cambio di paradigma che arriva mentre il numero delle certificazioni continua a crescere. Secondo i dati Inps del primo semestre 2025, sono stati emessi 16,5 milioni di certificati di malattia, il 5% in più rispetto all’anno precedente. A trainare l’aumento è il settore privato, da cui proviene il 76% delle attestazioni. Un volume che mette sotto tensione studi medici e sistema Inps, rendendo la digitalizzazione non più un’opzione, ma una necessità.

Telecertificazione ancora ferma: manca l'accordo Stato- Regioni

Nonostante l’impianto normativo sia pronto, la telecertificazione non è ancora pienamente operativa. Per renderla attuabile serve il via libera della Conferenza Stato-Regioni, che dovrà stabilire:

  • Criteri di utilizzo;
  • Situazioni cliniche ammissibili;
  • Protocolli tecnici e piattaforme da utilizzare.

Senza questa intesa, la misura rischia di restare sulla carta, rinviando una semplificazione che potrebbe alleggerire migliaia di richieste ogni giorno.

Le reazioni dei medici: ok alla televista ma con regole certe

La Fimmg accoglie con favore l’apertura alla telemedicina, ricordando però che la responsabilità del medico resta immutata: una certificazione digitale ha lo stesso peso di una rilasciata dopo una visita tradizionale.

Resta anche alta l’attenzione sul fenomeno dei certificati falsi, che dovrà essere contrastato con identico rigore, sia nelle visite in presenza sia nelle televisite. Per i medici di base, l’esperienza accumulata durante la pandemia dimostra che il sistema può funzionare, ma solo se sostenuto da regole chiare e uniformi su tutto il territorio.

Certificati in crescita e visite fiscali in calo

All’aumento delle certificazioni non corrisponde un aumento dei controlli. I dati Inps del primo trimestre 2025 rivelano che le visite fiscali sono scese a 223 mila, un calo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2024. La riduzione è marcata soprattutto nel settore privato (-11,4%), mentre nella pubblica amministrazione il numero dei controlli cresce leggermente (+7,9%).

Il rapporto controlli/certificati continua dunque a diminuire. Una tendenza che riaccende il dibattito: come garantire una semplificazione reale senza indebolire l’efficienza del sistema di verifica.

L'altra novità del decreto: ricette annuali per i pazienti cronici

Il decreto semplificazioni interviene anche sul fronte delle prescrizioni. Si introduce la possibilità di rilasciare ricette valide fino a 12 mesi per chi soffre di patologie croniche. Un decreto attuativo, atteso entro 90 giorni, definirà nel dettaglio:

Quali farmaci potranno essere prescritti con validità annuale:

  • I criteri clinici da seguire;
  • Le modalità di eventuale modifica o revoca del piano terapeutico.

Il medico curante potrà aggiornare la terapia in qualsiasi momento, garantendo continuità assistenziale e meno burocrazia per pazienti che già convivono con cure complesse e durature