I sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno annunciato la proclamazione di otto ore di sciopero in tutti gli stabilimenti dell'ex Ilva. La decisione è stata presa al termine del tavolo di confronto con il governo, svoltosi a Palazzo Chigi il 28 luglio 2026, durante il quale è stato stabilito che il dialogo tra le parti proseguirà per tutto il mese di agosto. Contestualmente allo sciopero, le organizzazioni sindacali hanno previsto lo svolgimento di assemblee con le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, per discutere le prospettive future e mantenere alta l'attenzione sulla delicata situazione produttiva e occupazionale del gruppo.

Mobilitazione e le ragioni della protesta

La mobilitazione sindacale giunge dopo una serie di solleciti rivolti al governo per la riapertura del confronto sulle questioni cruciali legate all'ex Ilva. Tra i temi principali figurano il piano di decarbonizzazione e le garanzie occupazionali per i lavoratori diretti, quelli dell'amministrazione straordinaria e dell'indotto. In una lettera precedente, inviata l'8 luglio 2026 alla presidente del Consiglio, Fim, Fiom e Uilm avevano espresso forte preoccupazione, definendo “incomprensibile il ritardo accumulato” rispetto agli impegni presi durante l'incontro del 5 marzo a Palazzo Chigi.

I segretari generali delle organizzazioni sindacali hanno evidenziato che, nonostante i ripetuti appelli e le numerose notizie di stampa, non era pervenuta alcuna convocazione né si era verificato alcun momento di confronto.

Hanno descritto la situazione dell'ex Ilva come “ulteriormente deteriorata”, sottolineando che migliaia di lavoratori continuano a vivere in una condizione di profonda incertezza e insicurezza.

Il dialogo con il governo e le richieste urgenti

Durante l'incontro del 28 luglio, il governo ha confermato la volontà di proseguire il dialogo con le parti sociali, annunciando che il confronto si estenderà per l'intero mese di agosto. Anche l'UGL Metalmeccanici aveva precedentemente richiesto un tavolo urgente, segnalando il “progressivo e preoccupante deterioramento della situazione produttiva e occupazionale” dello stabilimento.

Le organizzazioni sindacali ritengono indispensabile che il governo affronti con la massima urgenza le questioni relative al futuro del gruppo ex Ilva e assicuri le necessarie tutele per i lavoratori coinvolti.

La proclamazione dello sciopero e delle assemblee rappresenta un passo significativo nella strategia di mobilitazione, in attesa degli sviluppi che emergeranno dai prossimi incontri tra l'esecutivo e le rappresentanze dei lavoratori.