Il sindaco di Cerreto d'Esi, David Grillini, è intervenuto il 15 settembre 2026 alla manifestazione nazionale sulla vertenza Electrolux. Ha evidenziato la possibile chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi, in provincia di Ancona, che rappresenterebbe un grave dramma sociale per l'entroterra. Nello stabilimento lavorano 170 persone, la ricollocazione difficile.

Grillini ha commentato i mesi di confronto: "Stiamo vivendo questo dramma da quattro o cinque mesi e tutti i tavoli al Ministero, tecnici e politici, ci hanno sostanzialmente riportato al punto di partenza".

Ha ribadito che la perdita dell'azienda avrebbe pesanti ripercussioni sul territorio, con difficoltà a trovare alternative occupazionali per molti.

La mobilitazione e le richieste sindacali

Alla protesta hanno partecipato delegazioni dagli altri quattro stabilimenti italiani del gruppo e il fronte sindacale unitario di Fim, Fiom e Uilm. Le organizzazioni chiedono all'azienda l'apertura di "una vera trattativa". Massimiliano Nobis, segretario nazionale Fim Cisl, ha ricordato i sette incontri dopo il piano dell'11 maggio, indicando come i 1.450 esuberi restino un numero elevato. Per il sito di Cerreto d'Esi, non risulta alcuna proposta industriale.

Nobis ha sottolineato l'importanza della continuità lavorativa e di una soluzione per il presidio industriale di Cerreto d'Esi.

Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl Marche, ha sollecitato un passaggio dalle parole ai fatti. Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil, ha definito la chiusura di Cerreto un elemento emblematico del piano contestato, sostenendo la difesa dello stabilimento e dei posti di lavoro.

Il quadro del confronto ministeriale

Nel percorso della vertenza, i sindacati hanno ribadito la necessità di una strategia per la manifattura.