A Roma, il 7 settembre 2026, alla vigilia di un atteso tavolo a Palazzo Chigi, il segretario generale della Uilm, Davide Sperti, ha lanciato un appello pressante al governo in merito alla complessa vertenza dell'Ex Ilva. La richiesta centrale del sindacato è la definizione di una strategia governativa chiara e coesa, capace di tenere insieme, senza compromessi, i pilastri fondamentali di salute, tutela ambientale e lavoro. Sperti ha categoricamente affermato che il confronto imminente non può e non deve limitarsi a un mero aggiornamento della situazione, ma deve affrontare con decisione le tempistiche stringenti della vertenza e le incombenti scadenze giudiziarie che gravano sul futuro dello stabilimento siderurgico tarantino.
Nel corso della sua dichiarazione, il segretario generale della Uilm ha espresso con chiarezza le aspettative della sua organizzazione: “Vogliamo capire le intenzioni del governo per mettere insieme salute, ambiente e lavoro. Un aggiornamento non può essere sufficiente”. Il sindacalista ha inoltre enfatizzato l'urgenza della situazione, sottolineando che i tempi attuali sono ormai incompatibili con qualsiasi ulteriore slittamento delle decisioni. Questa posizione netta evidenzia la necessità di risposte concrete e di un'azione governativa tempestiva per scongiurare un aggravamento della crisi.
Il nodo dell’udienza del 9 settembre
Un punto cruciale richiamato da Davide Sperti è l'udienza fissata per il 9 settembre 2026.
In quella data, la Corte d’Appello di Milano esaminerà un'istanza di sospensiva relativa a un decreto che impone lo stop dell'area a caldo dell'impianto entro la fine di ottobre. Questo scenario giudiziario imminente rende ancora più pressante la necessità di una direzione chiara. In questo quadro di incertezza e scadenze ravvicinate, il segretario generale della Uilm ha ribadito con forza la piena responsabilità del governo nella definizione delle scelte strategiche e operative da assumere per il destino dell'Ex Ilva.
Sperti ha contestato con veemenza l'idea che Palazzo Chigi possa continuare a scaricare su altri soggetti la responsabilità delle decisioni fondamentali. “Palazzo Chigi non può venirci a dire che dipende sempre da altri.
È uno scarica barile continuo che va a pesare sui lavoratori. È il governo che ci deve dire cosa vuole fare”, ha dichiarato il sindacalista, evidenziando la frustrazione per la mancanza di una linea definita. Questo passaggio chiave collega direttamente il previsto tavolo politico alla cruciale scadenza giudiziaria e, soprattutto, alle gravi implicazioni per la condizione occupazionale e il futuro dei numerosi lavoratori coinvolti nella complessa e prolungata vertenza.
Il piano unitario dei sindacati
A sostegno delle proprie rivendicazioni e per offrire una soluzione concreta, il segretario generale della Uilm ha richiamato l'attenzione sul documento unitario intitolato “Piano Straordinario Nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva”.
Questo piano, elaborato e presentato congiuntamente da diverse sigle sindacali, rappresenta un riferimento programmatico fondamentale. Esso delinea una strategia complessiva per la messa in sicurezza ambientale dello stabilimento e per il suo rilancio produttivo, fornendo una visione condivisa e dettagliata su come affrontare le sfide attuali e future, tutelando al contempo l'occupazione e la sostenibilità dell'impianto.