Fratelli d’Italia Fabriano ha replicato il 6 settembre 2026 alla sindaca Daniela Ghergo in merito alla delicata vertenza Electrolux, respingendo con fermezza l’accusa di “colpevole passività” rivolta al Governo nazionale e alla Regione. La discussione si concentra sullo stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, dopo la conferma della volontà della multinazionale svedese di chiudere il sito, una decisione che comporterebbe 170 esuberi diretti.
Il partito ha sottolineato che, sebbene sia legittimo e doveroso chiedere alle istituzioni un impegno costante e incisivo quando sono in gioco i posti di lavoro, è altrettanto essenziale operare una chiara distinzione tra ilruolo pubblico e le prerogative decisionali della proprietà aziendale.
La posizione di FdI Fabriano evidenzia che il Governo e la Regione hanno la facoltà di convocare tavoli di crisi, esercitare pressioni significative, mettere a disposizione strumenti di politica industriale mirati e ricercare attivamente soluzioni alternative. Tuttavia, la scelta ultima sulla chiusura dello stabilimento rimane una competenza esclusiva della multinazionale e dei suoi vertici.
Unità e salvaguardia produttiva: l'appello di FdI
Fratelli d’Italia Fabriano ha sollecitato un impegno continuo per esplorare ogni singola possibilità volta a mantenere una presenza produttiva all’interno del sito di Cerreto d’Esi, promuovendo l’utilizzo di tutti gli strumenti pubblici e le risorse disponibili.
Nel comunicato diffuso, il partito ha altresì richiamato con forza la necessità di non strumentalizzare la legittima preoccupazione dei lavoratori, evitando che si trasformi in uno scontro politico sterile, e ha insistito sull’importanza di non confondere i ruoli ben distinti tra le istituzioni e la proprietà aziendale.
La vertenza Electrolux è stata inquadrata da FdI nel più ampio e complesso scenario della crisi nazionale che sta interessando il comparto degli elettrodomestici. In questo contesto, è stato opportunamente richiamato anche il ruolo strategico del Comune nella creazione di un ambiente favorevole e nella ricerca di condizioni idonee ad attrarre nuovi investimenti sul territorio.
L’appello specifico rivolto all’Amministrazione comunale è quello di contribuire attivamente alla formazione di un fronte comune e coeso, con l’obiettivo prioritario e condiviso di salvaguardare i posti di lavoro messi a rischio dalla decisione annunciata dall’azienda.
Il ruolo dei tavoli ministeriali e la struttura per le crisi d’impresa
La complessa vertenza Electrolux si inserisce nella più ampia e consolidata cornice istituzionale dei tavoli ministeriali dedicati alla gestione delle crisi d’impresa. La normativa vigente attribuisce al Ministero delle Imprese e del Made in Italy specifiche funzioni e compiti statali per la regolazione delle crisi aziendali e per l’attivazione di procedure conservative delle imprese.
A tal fine, è stata istituita la Struttura per le crisi di impresa, operante in stretta cooperazione con il Ministero del Lavoro. Il suo mandato è quello di contrastare efficacemente il declino dell’apparato produttivo nazionale, perseguendo attivamente la salvaguardia occupazionale e il rafforzamento del tessuto industriale.