La formazione dei docenti di sostegno entra in una nuova fase. Nel 2026 il sistema della specializzazione si presenta infatti articolato sui percorsi straordinari affidati a INDIRE e rivolti a specifiche categorie di docenti. Una riforma che punta ad aumentare rapidamente il numero degli insegnanti specializzati e a valorizzare l’esperienza già maturata sul sostegno.

Per l’XI ciclo del TFA universitario, relativo all’anno accademico 2025/2026, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha autorizzato 30.241 posti complessivi, distribuiti tra scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado.

I percorsi dovranno concludersi entro il 30 giugno 2027.

Il TFA universitario resta

Nonostante le novità introdotte dalla riforma, il TFA ordinario non viene cancellato. Continua a rappresentare il principale percorso universitario per conseguire la specializzazione sul sostegno.

L’accesso avviene attraverso le procedure selettive previste dalla normativa, con prove differenziate in base al grado di scuola. Restano quindi centrali i bandi degli atenei e le relative modalità di ammissione.

La vera novità riguarda invece l’introduzione dei percorsi straordinari INDIRE.

Il nuovo percorso per chi ha esperienza sul sostegno

Per il 2026 INDIRE ha previsto 10.800 posti destinati ai docenti che hanno maturato almeno tre anni di servizio sul sostegno negli otto anni precedenti al 31 agosto 2025, nello stesso grado di istruzione per il quale si richiede la specializzazione.

Si tratta di un canale pensato per valorizzare l’esperienza professionale di chi lavora già da tempo nelle scuole. Il servizio deve rispettare i requisiti previsti dalla normativa e viene valutato secondo criteri specifici.

Non si tratta, quindi, di un percorso aperto indistintamente a tutti gli aspiranti docenti: chi non possiede i requisiti richiesti deve fare riferimento al percorso universitario ordinario.

Percorsi anche per i titoli conseguiti all’estero

Un altro capitolo della riforma riguarda i docenti che hanno conseguito una formazione sul sostegno all’estero e rientrano nelle specifiche condizioni previste dalla normativa.

Per questa categoria INDIRE ha previsto nel 2026 un percorso dedicato, con 4.000 posti.

Cosa cambia per gli aspiranti docenti

Il sistema del 2026 introduce quindi una distinzione importante: non esiste un unico percorso valido per tutti. Chi vuole conseguire la specializzazione deve prima verificare la propria situazione, il titolo posseduto, il grado di scuola e, soprattutto, l’eventuale possesso dei requisiti di servizio richiesti per i percorsi straordinari.

La riforma punta così ad aumentare il numero dei docenti specializzati, ma apre anche il tema della qualità della formazione. La sfida sarà conciliare la necessità di avere più insegnanti qualificati con l’esigenza di garantire una preparazione adeguata al delicato ruolo del docente di sostegno.

Per il momento, dunque, TFA universitario e percorsi INDIRE convivono.

I percorsi straordinari hanno carattere transitorio, mentre il TFA continua a essere il canale ordinario della specializzazione. Il futuro del sistema dipenderà dalle prossime scelte legislative e ministeriali.