Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, è intervenuto il 12 ottobre 2026 per commentare lo sciopero dei lavoratori dell’ex Ilva e la mobilitazione avviata dalle prime ore della mattina. La dichiarazione, rilasciata da Bari e diffusa in mattinata, ha posto con forza al centro del dibattito la richiesta di certezze fondamentali per Taranto. L'attenzione si è concentrata sulla prospettiva di una fabbrica pienamente decarbonizzata, sui tempi precisi di realizzazione, sulle risorse economiche necessarie e, in particolare, sui piani di incentivi destinati ad attrarre nuovi e vitali investimenti nel territorio.

Decaro ha affermato con chiarezza: “Per Taranto chiediamo certezze. Esiste una strada ed è quella di una fabbrica decarbonizzata: chiediamo di conoscere tempi e risorse, oltre ai piani sugli incentivi per attrarre nuovi investimenti che ci erano stati preannunciati ad agosto”. Nella medesima comunicazione ufficiale, il presidente ha voluto esprimere la sua più sentita solidarietà ai lavoratori dell’ex Ilva attualmente in mobilitazione, garantendo la piena vicinanza dell'intera comunità pugliese alla loro causa.

Le richieste chiave: decarbonizzazione e sviluppo sostenibile

La posizione delineata dal presidente Decaro evidenzia l'impellente necessità di definire un quadro operativo chiaro e trasparente per la transizione verso una fabbrica decarbonizzata.

Tre sono i pilastri fondamentali richiamati nella sua dichiarazione: i tempi certi di attuazione del processo, le risorse economiche adeguate per sostenerlo e i dettagli sui piani di incentivi volti a stimolare l'arrivo di nuovi investimenti. Questi ultimi, come specificato, erano già stati oggetto di preannuncio nel mese di agosto. La richiesta complessiva si inserisce nel più ampio percorso di rilancio per Taranto e rimane strettamente connessa alla complessa situazione dell’ex Ilva e alla persistente mobilitazione dei suoi dipendenti.

La dichiarazione del presidente pugliese ha inoltre collegato la vertenza in atto alla continuità e all'ampliamento di specifiche attività produttive all'interno dello stabilimento.

Decaro ha infatti sottolineato che l’ex Ilva “può e deve continuare a lavorare con le attività produttive del 'processo a freddo', che possono proseguire ed essere ampliate, e con la manutenzione e messa in sicurezza delle aree”. Questi aspetti sono stati presentati come elementi cruciali per la sostenibilità immediata, in attesa delle risposte concrete e attese con urgenza dalla città e dai suoi cittadini.

Il "processo a freddo" e l'attesa del decreto governativo

Approfondendo il tema delle operazioni produttive, Decaro ha ribadito con fermezza: “Nel frattempo l’ex Ilva può e deve continuare a lavorare con le attività produttive del 'processo a freddo', che possono proseguire ed essere ampliate, e con la manutenzione e messa in sicurezza delle aree”.

Questo specifico riferimento riguarda le attività che, secondo la sua visione, sono immediatamente praticabili e rappresentano un punto fermo, mentre si attendono con impazienza i chiarimenti definitivi su tempi, risorse e i cruciali nuovi investimenti.

Il presidente ha infine espresso la forte aspettativa che le risposte tanto attese per Taranto siano contenute e formalizzate nel decreto che il governo centrale sta preparando in queste ore. Ha concluso la sua dichiarazione con un monito significativo, avvertendo che “Con la sola cassa integrazione crolla il sistema economico e sociale della città”, evidenziando così l'estrema urgenza di adottare soluzioni strutturali e concrete per scongiurare un potenziale e devastante collasso socio-economico a livello locale.