La Manovra 2027 introduce nuovi tagli al personale scolastico. Prevista una riduzione di 6.974 posti tra insegnanti e ATA, con un risparmio per lo Stato di quasi 252 milioni di euro all'anno dal 2028. Sindacati e opposizioni chiedono di rivedere la misura. Una decisione che sta alimentando preoccupazione tra i lavoratori del settore e riaccendendo il confronto politico. Nel dettaglio, la manovra stabilisce una riduzione di 4.925 posti nell'organico dell'autonomia scolastica e di altri 2.049 per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA). Il totale raggiunge 6.974 unità. Il risparmio previsto sarà di 83,9 milioni di euro nel 2027 e di 251,7 milioni annui dal 2028. Sommando anche le precedenti riduzioni già programmate, i posti interessati dai tagli nell'arco di tre anni scolastici arrivano a quasi 15mila.

Scuola, i sindacati passano all'attacco: sciopero e mobilitazioni contro i tagli a docenti e ATA

La Manovra 2027 accende lo scontro tra governo e organizzazioni sindacali. La CGIL conferma lo sciopero del 20 novembre, la CISL chiede il ritiro dei tagli e CONFSAL e SNALS annunciano una posizione di forte opposizione.Tra le prime organizzazioni a intervenire c'è la FLC CGIL, che ha espresso una dura condanna nei confronti della manovra. Il sindacato contesta non soltanto la riduzione del personale, ma anche la mancanza di nuove risorse per il rinnovo del contratto del comparto istruzione e ricerca.

La CGIL ha confermato lo sciopero generale del 20 novembre, chiamando alla mobilitazione anche il personale della scuola.

La protesta si inserisce in un quadro più ampio di contestazione delle scelte economiche del governo.

CISL: chiesto il ritiro della misura

Netta anche la posizione della CISL. La segretaria generale Daniela Fumarola ha chiesto al governo di ritirare i tagli e aprire immediatamente un confronto con le organizzazioni sindacali.

Il sindacato ha inoltre avvertito che, se le riduzioni saranno confermate, sosterrà le necessarie iniziative di mobilitazione della categoria.

Sulla stessa linea Ivana Barbacci, segretaria generale della CISL Scuola, che considera inaccettabile ridurre il personale in una fase caratterizzata da disagio giovanile e crescenti difficoltà educative.

CONFSAL e SNALS chiedono di cancellare i tagli

Anche CONFSAL e SNALS-CONFSAL hanno preso posizione contro la manovra. Le organizzazioni chiedono al governo di cancellare le riduzioni degli organici, sottolineando che non è possibile pretendere dalle scuole maggiori responsabilità in materia di inclusione e qualità formativa diminuendo contemporaneamente il personale disponibile.