Uil e Uil Scuola hanno rivolto un appello congiunto a Governo e Parlamento, chiedendo l'immediata cancellazione dei tagli agli organici scolastici previsti nel disegno di legge di Bilancio. La ferma presa di posizione, espressa a Roma il 1 novembre 2026, vede protagonisti PierPaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, e Giuseppe D’Aprile, segretario generale della Uil Scuola. La loro dichiarazione congiunta evidenzia la profonda preoccupazione per la drastica riduzione di posti destinati a docenti e personale ATA a partire dal prossimo anno scolastico, una misura che, a loro avviso, indebolisce l'intero sistema educativo e, di conseguenza, il Paese.

La contestazione sindacale si concentra su una riduzione di quasi 7.000 posti complessivi, distribuiti tra insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario. La nota sindacale sottolinea come tale provvedimento, che impatta direttamente sulla scuola statale, comprometta la qualità dell’istruzione. Per questo, Uil e Uil Scuola chiedono esplicitamente la rimozione di queste riduzioni dal testo della manovra. Bombardieri e D’Aprile hanno affermato con chiarezza: “La denatalità non può diventare un pretesto per ridurre il personale”, evidenziando come il calo demografico debba essere gestito con strategie diverse.

Le cifre dei tagli agli organici

Entrando nel dettaglio delle previsioni, la manovra di bilancio indica una riduzione significativa a partire dall'anno scolastico 2027/2028, con 4.925 posti in meno per i docenti e 2.049 posti per il personale ATA.

Queste nuove cifre si aggiungono ai tagli già disposti negli anni precedenti: 5.660 docenti in meno dal 2025/2026 e 2.174 unità di personale ATA dal 2026/2027. Se le nuove riduzioni dovessero essere confermate, il totale complessivo dei posti tagliati, secondo le stime di Uil e Uil Scuola, raggiungerebbe l'allarmante cifra di 14.808 unità nell'arco di tre anni scolastici.

La posizione dei due sindacati si fonda su un'analisi del rapporto tra il calo degli iscritti e la gestione degli organici. Per Bombardieri e D’Aprile, la diminuzione del numero di alunni dovrebbe rappresentare un'opportunità per migliorare la qualità dell’insegnamento, consentendo di ridurre il numero di studenti per classe, piuttosto che giustificare una diminuzione del personale.

La nota sindacale ha inoltre richiamato l'attenzione sulla problematica del precariato, un elemento già critico e persistente all'interno del sistema scolastico italiano, che verrebbe ulteriormente aggravato da questi tagli.

Le richieste per ATA, contratti e pubblico impiego

Il personale ATA è al centro delle critiche sindacali, poiché la riduzione degli organici incide direttamente su funzioni essenziali quali la vigilanza, l'assistenza e la gestione amministrativa delle scuole. Uil e Uil Scuola evidenziano come questi tagli possano generare gravi difficoltà, in particolare nelle aree interne del Paese, dove il funzionamento delle scuole e la continuità dei servizi svolti dal personale non docente sono già spesso messi a dura prova.

La diminuzione di queste figure professionali cruciali potrebbe compromettere l'efficienza e l'accessibilità dell'offerta formativa.

La richiesta finale dei sindacati si articola su tre punti fondamentali: l'eliminazione totale dei tagli previsti dalla manovra di bilancio, lo stanziamento di risorse aggiuntive e adeguate per i rinnovi contrattuali del settore, e l'estensione della detassazione degli aumenti salariali a tutto il pubblico impiego, al fine di garantire un sostegno economico più ampio e uniforme ai lavoratori del settore pubblico.