Non c’è tregua per gli automobilisti; dopo un periodo in cui le cose sembravano andare leggermente meglio, con i prezzi dei principali gestori in calo, la quotazione del greggio è salita ulteriormente, attestandosi da 84 ad oltre 90 euro/barile. Le ripercussioni, per il momento, non si sono fatte sentire sugli impianti che affollano la nostra rete stradale, ma la Figisc, il sindacato dei gestori benzina prevede aumenti per i prossimi giorni.
Al rialzo anche le dinamiche dei prodotti raffinati che hanno fatto registrare una variazione in aumento di 6,1 eurocent/litro per la benzina e di 4,4 per il gasolio.
Nel mese di settembre le quotazioni internazionali dei prodotti sono scese di 1,3 cent/litro per la benzina e sono salite di 0,7 per il gasolio, mentre i prezzi alla pompa sono calati di 4,2 cent/litro per la benzina e di 2,5 per il gasolio, mentre per i prossimi giorni è previsto un aumento di circa 1,5 cent/litro.
Federconsumatori ha calcolato che le ricadute dei continui aumenti dei carburanti sono quantificabili in 768 euro in più spesi nel 2012 rispetto al 2011, dei quali 420 diretti, cioè per l’acquisto di benzina e gasolio, e ben 348 indiretti (dovuti al costo delle merci trasportate su gomma) mentre un’altra associazione, la Coldiretti, ha previsto che costo medio di un pieno di benzina salirà fino a quota 115 euro, un valore superiore a quello della spesa media settimanale delle famiglie italiane per l’acquisto di generi alimentari.