“Oggi FIAT blocca il prezzo del carburante a 1 euro al litro per 3 anni”. Più in basso, con minore evidenza grafica “offerta valida presso i distributori di carburante IP aderenti all’iniziativa”. Ancora più in basso, venivano riportate altre informazioni che, data la brevità del fermo immagine, circa quattro secondi, e l’ancor minore evidenza grafica, risultavano di fatto illeggibili.

La campagna, diffusa tra giugno e luglio 2012 e articolata in numerosi spot televisivi e radiofonici, oltre che attraverso il canale internet, ha insospettito Altroconsumo  e l’Unione Nazionale dei Consumatori che l’hanno segnalata all’Antitrust.

La scorsa settimana è scattata la sentenza: una sanzione pecuniaria di 200 mila euro per pubblicità ingannevole.

Acquistando una vettura Fiat, infatti, il prezzo della benzina non veniva congelato fino al 2015 come promesso, bensì solo fino al termine di un certo quantitativo di litri pre caricato su una tessera. Nel dettaglio, la carica della fuel card variava da modello a modello, dai 1200 litri offerti con una Fiat Nuova Panda ai 4500 litri in omaggio con l’acquisto di una Fiat Freemont.

Da aggiungere ad una limitazione giornaliera di 200 euro, Iva inclusa, di pieno benzina, sempre in riferimento ai distributori IP aderenti all’iniziativa. La promozione, inoltre, non era cumulabile con altri sconti e riferita solo ai veicoli Fiat nuovi alimentati a benzina o diesel, con esclusione dei Bi-fuel.

Quest’ultimo dettaglio venne corretto a luglio ma non bastò a chiarire le ambiguità della campagna pubblicitaria del Lingotto.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha reputato inesatte o comunque incomplete le informazioni circa le reali condizioni e limitazioni di applicabilità dell’offerta promozionale e adesso a Fiat tocca pagare.

Ma più che l’entità della multa, irrisoria per un’azienda da 18,5 miliardi di euro di fatturato annui, pesa il giudizio espresso dall’Antitrust, che non riscontra “il normale grado di competenza ed attenzione che ragionevolmente ci si può attendere da un professionista” del suo calibro. Qualità e completezza della comunicazione pubblicitaria non si rivelano all’altezza di un marchio leader nel settore come la Fiat. E non si può dire che il disappunto per le scelte del Lingotto si fermi qui.