Certo una rondine non fa primavera, per usare una nota metafora, ma la recente prestazione di Lorenzo sul circuito di Jerez de la Frontera in Spagna ha sicuramente sorpreso soprattutto chi nelle settimane scorse aveva espresso pareri piuttosto duri circa le possibilità del maiorchino di adattarsi alla Ducati. Nelle difficili settimane che hanno preceduto il fine settimana spagnolo, Lorenzo e il suo team hanno lavorato incessantemente, smussando passo per passo i problemi lamentati da Jorge che dal canto suo ha cominciato a “sentire” la desmosedici e ad interpretarne il carattere per trarne il massimo possibile.

Lorenzo raccoglie la semina del lavoro fatto sulla sua Ducati

I frutti di questo lavoro si sono visti sin dall’inizio del weekend, durante le prove libere, e nonostante la prestazione in qualifica sia stata inferiore a quanto lo stesso Lorenzo si aspettasse, abbiamo visto in gara un pilota convinto nelle entrate in curva, che faceva curvare la moto anche sfruttando lo scivolamento della gomma posteriore mettendo una pezza ai limiti cronici del telaio di Borgo Panigale.

Pur non dimenticando che Crutchlow si è autoeliminato e che le Yamaha ufficiali hanno fatto forse la peggior prestazione che si ricordi, ne è uscita una gara superba per Lorenzo e la sua Desmosedici e il podio proprio su una pista che è sempre stata ostica per Ducati è la giusta ricompensa al lavoro svolto.

Le Honda sono sempre avanti

Non dobbiamo certo trascurare il ritardo subito da Lorenzo rispetto alle due Honda ufficiali, ritardo che come ha sottolineato lo stesso Dall’Igna è ancora troppo consistente per poter puntare a traguardi ambiziosi ma proprio a Dall’Igna va dato atto di saper mantenere la calma anche nei momenti più difficili, calma che permette di analizzare le problematiche in modo razionale e produttivo.

Al team di Lorenzo va riconosciuto il merito di aver perseguito caparbiamente l’obiettivo di migliorare il feeling di un campione indiscusso come Jorge con la sua Ducati numero 99, indipendentemente da quel che è successo nelle prime tre gare della stagione e dalle critiche anche pesanti subite da tifosi e addetti ai lavori. Ora ci si aspettano conferme da Ducati che dovrà fare uno sforzo importante per portare nuovi sviluppi alla ciclistica e all’aerodinamica mirati a ridurre il gap ancora importate che separa Lorenzo e Dovizioso dai primi, Honda e Yamaha che certo non staranno a guardare.

Per il momento godiamoci un ritorno di cui tutto il circus del Motomondiale aveva bisogno: bentornato Jorge Lorenzo!

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