E’ ancora presto per dirlo ma le prime due gare della stagione hanno confermato la supremazia di Maverick Vinales già vista in tutti i test invernali. Le due vittorie dello spagnolo, il 3 e 2 gradino del podio dell’inossidabile Rossi e le prestazioni delle moto satellite con Zarco e Folger, hanno inoltre evidenziato una superiorità imbarazzante da parte di Yamaha.

Vinales si è dimostrato sempre veloce, costante e determinato, guida una moto che è probabilmente la migliore del lotto con la quale non fa fatica a staccare tempi da record, quando decide sorpassa chiunque si trovi davanti, insomma sta già rendendo la vita difficile a tutti, big compresi.

Ma quali sono i reali valori in campo visto che le prime due gare si sono comunque svolte in condizioni particolari?

Honda sembra aver messo a disposizione dei suoi piloti un mezzo potenzialmente molto competitivo e sia Marquez che Pedrosa e Crutchlow sono riusciti ad avere un passo gara convincente ma la loro moto sembra molto impegnativa e non sincera sull’anteriore viste le numerose cadute. E’ evidente un ritardo nel trovare il giusto equilibrio nello sfruttamento ottimale delle gomme anche se il nuovo motore ha fatto sicuramente un bel passo avanti.

Ducati nonostante la superba prestazione di Dovizioso in Qatar, con la moto 2017 continua a lamentare i problemi di sempre e sembra non essere ancora pronta per lottare per il podio con continuità.

Le difficoltà di adattamento di Lorenzo da un lato e la serie di piccoli inconvenienti lamentati da Dovizioso (e qualche errorino strategico in qualifica) stanno creando qualche nervosismo all’interno del team ufficiale.

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Fortunatamente le varie moto satellite hanno messo una pezza ad un avvio di stagione in salita.

Suzuki con Iannone sembra non aver ancora risolto i problemi sull’anteriore, è in ritardo sull’affinamento della gestione elettronica e certo l’incostanza sin qui dimostrata dal pilota italiano non ha permesso di valutare oggettivamente le potenzialità di una moto che l’anno scorso nelle mani di Vinales sembrava aver imboccato la giusta direzione.

Aprilia è forse la più bella rivelazione di questo campionato, sembra essere la moto che pur mantenendo una configurazione del motore a V (V stretta) gode di un equilibrio inerziale ottimale, se non ci fosse stata la caduta di Aleix Espargaro in Argentina avremmo potuto assistere a qualche sorpresa. La moto ha dimostrato di migliorare sensibilmente in gara man mano che la gomma si usura ma certo a Noale sono consapevoli che è ancora presto per competere per il titolo.

KTM al suo esordio in MotoGP ha scelto una strada molto impegnativa decidendo di sviluppare in solitaria anche le sospensioni, diverse da quelle usate dalla concorrenza. Le difficoltà sono evidenti visto il livello di prestazioni altissimo in MotoGp tuttavia i primi punti sono arrivati e la storia del marchio nelle altre categorie insegna che bisogna solo aver pazienza.

Allo stato dell’arte attuale quindi sembrerebbe esserci un solo punto fermo cioè il binomio Yamaha / Vinales mentre Rossi con la sua costanza di rendimento al momento può solamente sperare in qualche passo falso del neo acquisto della casa dei tre diapason.

Confidando di poter assistere finalmente ad un week end non influenzato dal meteo e dalle cadute (troppe) viste sinora, ad Austin dove si correrà la prossima gara Marquez è sempre stato imbattibile ma se fosse di nuovo Vinales ad avere la meglio su tutti, potremmo considerare il campionato già chiuso con largo anticipo.

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