Nuovi aumenti per benzina e diesel. Una vera e propria stangata sta per abbattersi sugli automobilisti che, dopo aver visto i prezzi dei carburanti impennarsi fino a toccare cifre che non si vedevano dal 2015, devono aspettarsi forti incrementi anche nei prossimi giorni. E' questa la previsione fatta dai gestori degli impianti di distribuzione in considerazione dei nuovi record toccati dalla quotazione del greggio che nell'ultima settimana è salito ancora di 1,96 euro al barile.

Raggiunta la soglia di 2 euro al litro per la benzina

Secondo le associazioni dei gestori degli impianti di distribuzione Figisc e Anisa, aderenti a Confcommercio, è realistico attendersi ulteriori aumenti del prezzo dei carburanti nei prossimi giorni a causa del continuo crescere del prezzo del petrolio, conseguenza della crisi politica tra Stati Uniti e Iran. Gli aumenti del greggio degli ultimi giorni, combinati con il deprezzamento del cambio dollaro/euro hanno determinato, secondo i calcoli dei gestori, un incremento della quotazione dei prodotti lavorati a livello internazionale pari a 2,7 centesimi al litro per la benzina e 2,5 centesimi al litro per il gasolio che, considerando l'applicazione dell'iva, 3,3 centesimi per la benzina e 3,1 per il diesel.

Intanto, in attesa dei prossimi annunciati aumenti, la cronaca fa registrare il raggiungimento della soglia dei 2 euro al litro per la benzina. Tanto ha pagato oggi chi ha fatto rifornimento alla pompa del servito della stazione di servizio Arno Est di Reggello (Firenze) sull'autostrada A1.

Codacons: "Aumenti benzina sono speculazione, Intervengano i Nas"

Sembra quindi destinata ulteriormente a crescere la forbice tra i prezzi praticati in Italia e la media dei Paesi dell'Unione Europea che, attualmente, vede gli automobilisti di casa nostra pagare 22,1 centesimi in più al litro per la benzina e 20,7 centesimi per il gasolio con le imposte che incidono sul prezzo finale della benzina per una percentuale del 62,27% e del gasolio per il 58,12%.

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Tasse

Una situazione che ha portato l'associazione dei consumatori Codacons a richiedere controlli da parte dei Nas. Non è possibile, sostengono infatti i consumatori, che all'aumento del prezzo del petrolio corrispondano immediati aumenti della benzina, visto che i carburanti in vendita oggi sono stati prodotti con petrolio acquistato mesi fa, quando il costo del barile era notevolmente più basso di quello attuale.

Ma questa, sembra essere ormai una storia vecchia. Quello che è certo è che chi vorrà passare il prossimo weekend fuori porta dovrà rassegnarsi a sborsare 100 euro per un pieno.

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