In arrivo nel medio lungo-periodo una notevole novità in materia bollo auto. La tanto antipatica tassa di proprietà sui veicoli a motore, che deve essere pagata annualmente da parte di tutti gli italiani che ne posseggono almeno uno, in futuro cambierà radicalmente aspetto. Dalle promesse di abolizione del bollo che compaiono spesso nelle discussioni politiche italiane, si passa ad una riforma della tassa che abbandonerà il parametro della potenza del veicolo come unico utile al calcolo dell’importo da pagare. Altri fattori incideranno sulla tassa e sono quelli legati strettamente all’utilizzo dei veicoli.

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La novità

Saranno i KM percorsi ogni anno dalla vettura o il suo livello inquinante quelli che stabiliranno quanto dovuto di bollo. Lo conferma la Commissione Trasporti del Parlamento Europeo che ha approvato la proposta. Nascerà un bollo auto standard per tutti i paesi comunitari. Pagheranno di più i veicoli più obsoleti e quindi più inquinanti e pagheranno di più i veicoli che vengono utilizzati maggiormente. Una novità che produrrebbe beneficio a chi utilizza poco l’auto, percorrendo pochi Km all’anno e penalizzerebbe chi invece, spesso per questioni di lavoro, percorre tanti Km.

Allo stesso modo una vettura più anziana, senza i nuovi strumenti di contrasto alle emissioni inquinanti, pagherebbe di più di una autovettura di nuova concezione.

Le date

Evidentemente la tassa necessiterà di un apparato tecnologico tale da poter verificare la percorrenza annua in Km di ciascun veicolo. Si adotterebbero obbligatoriamente le cosiddette scatole nere, quelle già oggi largamente usate ed offerte in comodato dalle compagnie assicuratrici in sede di stipula delle polizze. Una rivoluzione di questa portata necessita sicuramente di tempi più o meno lunghi.

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Infatti siamo solo all’approvazione da parte della Commissione Trasporti Europea. Adesso si attende la stesura della norma che sarà fatta dal Consiglio Europeo e poi si passerà all’iter approvativo da parte dell’Assemblea del Parlamento Europeo. Tempi tecnici e lungaggini burocratiche che dovrebbero portare la misura a regime non prima del 2026, almeno a quanto trapela dai rumors e dalle indiscrezioni che accompagnano la novità. Resta il fatto che sono ipotizzabili molte critiche al provvedimento che una volta attivo, andrebbe sicuramente a penalizzare chi utilizza l'auto perché obbligato dal proprio lavoro o chi non può cambiare l'auto obsoleta e inquinante con una nuova e più economica dal punto di vista del bollo.