Questo matrimonio s’ha da fare: gli incontri tra i gruppi automobilistici FCA e PSA procedono spediti verso una fusione paritetica per creare il quarto gruppo del settore a livello globale per vendite annuali e per dare forma ad un leader mondiale per la mobilità sostenibile. E nelle scorse ore è arrivato anche un comunicato ufficiale che conferma l'intesa.

Il gruppo sarà controllato al 50% dagli azionisti del gruppo Psa e al 50% da quelli di Fca.

Viene assicurato non verranno chiusi stabilimenti. Attualmente il gruppo FCA comprende dieci marchi: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, FIAT, Fiat Professionale, Jeep, Lancia, Ram e Maserati. Psa invece ne ha cinque: Peugeot, Citroen, Ds Automobiles, Opel e Vauxhall.

Il nuovo colosso avrà sede legale sarà in Olanda e Carlo Tavares (attuale amministratore delegato e presidente del consiglio di amministrazione di Psa) ne sarà amministratore delegato, mentre John Elkann ne sarà presidente.

Sembra che il consiglio di amministrazione sarà costituito da 11 membri, nominati da entrambi i gruppi. E sembra anche che Fca sia intenzionata a distribuire un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro ai propri azionisti. Il gruppo sarà quotato a Milano, Parigi e Wall Street.

Mentre i titoli Peugeot e Fiat Chrysler hanno ottenuto dei riscontri positivi in Borsa, rispettivamente con un +4,53% e un +9,53%, il governo italiano segue con attenzione l’operazione: consapevole dell’importanza di questa fusione, vuole assicurarsi che nel Paese rimangano stabilimenti Fca.

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E da Parigi fanno sapere che lo Stato (primo azionista di Psa) presterà molta attenzione, tra le altre cose, alla preservazione dell’impronta industriale, degli interessi patrimoniali della Banque publique d'investissement e alla conferma dell'impegno del nuovo gruppo nella creazione di una filiera industriale europea delle batterie.

La tentazione francese dopo il matrimonio fallito tra FCA e Renault

Non è la prima volta che FCA tenta un matrimonio con un gruppo automobilistico francese: nella primavera scorsa si era dimostrata interessata ad una fusione con Renault, poi naufragata agli inizi di giugno anche per le pressioni dello stesso Tavares, azionista di entrambi i gruppi francesi.

Le porte di FCA erano però rimaste aperte e una nuova alleanza si rendeva comunque necessaria per colmare il gap tecnologico in materia di elettrificazione e guida autonoma. Ora questo vuoto sembra essere prossimo ad essere colmato, mentre la controparte francese, dal canto suo, avrà accesso a quel mercato del lusso che finora le manca.

Nel frattempo FCA fa sapere che per il 2020 sarà immessa nel mercato una 500 “verde” e cioè dotata di motori ibridi ed elettrici.

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