Sono ore frenetiche nel mondo dell'automotive. Mentre scriviamo è in corso a Parigi il consiglio degli azionisti del gruppo Psa. Facile prevedere un ordine del giorno con un solo punto: dire di sì o meno al matrimonio del decennio, quello con Fca, che intanto ha fissato da tempo il suo cda per giovedì.

Agenda alla mano, nel weekend di Ognissanti potrebbe arrivare la notizia frutto dei colloqui avviati in questi giorni.

Se i due gruppi automobilistici convoleranno a nozze, si darà vita al quarto costruttore al mondo, capace di produrre circa 9 milioni di veicoli annui e di sfoderare un valore di borsa di circa 50 miliardi di euro. Prima di andare a vedere i punti di forza di questa nuova, eventuale alleanza, va detto che già nel 2018 i due gruppi sono entrati in trattativa ma non se ne fece nulla. Oggi l'impatto del matrimonio tra Fca e Psa sarebbe particolarmente dirompente nel Vecchio Continente, il mercato più competitivo per gli alti costi da affrontare, la saturazione della domanda e la difficoltà di strappare quote di mercato ai concorrenti.

Un'alleanza con Volkswagen nel mirino

Fca e Psa costituirebbero un gruppo capace di guardare Volkswagen negli occhi per quota di mercato e volumi di vendita. L'esempio si può fare a partire dai dati di immatricolazione vetture di settembre 2019, quando Volkswagen ha come al solito surclassato i competitor. I tedeschi sono riusciti a piazzare circa 250.000 vetture in Europa tra i diversi marchi controllati, Volkswagen, Audi, Seat e Skoda.

La quota di mercato del gruppo è pertanto risultata essere del 20%, un numero tondo che dà l'idea della potenza tedesca.

Psa a settembre 2019 è risultato il secondo gruppo con circa 205.000 mila consegne, mettendo in capo i marchi Peugeot, Citroen, Opel, Vauxhall e Ds. La quota dei francesi è stata pari al 16,5% del mercato. Meno brillante l'andamento di Fca, che riunisce i marchi FIAT, Alfa Romeo, Lancia, Jeep più altri di nicchia. A settembre 2019 Fca ha immatricolato quasi 70.000 vetture, attestandosi al 5,5% di quota.

Fca e Psa insieme già nei veicoli commerciali

La semplice somma algebrica delle quote detenute da Psa e Fca porterebbe a un'incidenza dell'eventuale nuovo supergruppo, del 22%, superiore quindi al 20% ottenuto da Volkswagen. Tuttavia non è solo sommando i dati di mercato che l'accordo industriale tra francesi e italoamericani diventa interessante. L'accordo, che funziona da anni e piuttosto bene nel campo dei veicoli commerciali, porterebbe benefici marchio per marchio.

Se Peugeot potrebbe ad esempio tornare sul mercato americano grazie alla rete di vendita Fca, Fiat e Jeep potrebbero fare la voce grossa in Germania e Inghilterra, dove Opel e Vauxhall godono di numerosi saloni.

Il gioco delle piattaforme e delle economie di scala sarebbe quanto mai intricato ed esaltante, tanto che il destino di alcuni brand in difficoltà, Ds e Lancia su tutti, potrebbe trovare un'insperato rilancio.

Resta da vedere se i manager avranno il coraggio necessario per un'operazione così ampia e complessa. C'è da dire che recentemente i francesi hanno mostrato nervi saldi nel risanare Opel, mentre Fiat è stata abile ad aprirsi una strada in America, può farcela anche in Francia.

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