È stata emessa solo poche ore fa l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei quattro indagati ritenuti responsabili dell'omicidiodi Andrea Ottaviano. A finire nelle maglie della giustizia sono Mazzarella Luciano e Barattolo Luciano, ai quali è contestato l'omicidio avvenuto l'11 giugno 2011, mentre altre due persone sono accusate del reato di favoreggiamento, per l'occultamento del cadavere e per aver reso false dichiarazioni alla Polizia Giudiziaria.

Agli arresti domiciliari sono finite le due indagate per favoreggiamento Riera Mariarca e Mazzarella Luisa. Secondo la ricostruzione della vicenda fornita dagli inquirenti e messa nero su bianco nel comunicato della direzione distrettuale antimafia partenopea, assicurare alla giustizia gli autori dell’omicidio di Ottaviano è stato possibile anche grazie dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.

Il fatto di sangue sarebbe maturato e consumato, nelle logiche intestine al cartello criminale dei Mazzarella, a seguito di dissapori nati tra Mazzarella Luciano e il cugino Andrea Ottaviano. Due uomini, secondo gli inquirenti, che aspiravano a gestire il giro delle estorsionialla “Duchesca” e “Forcella”.

Il quarantatreenne Andrea Ottaviano, nipote del boss di Vincenzo Mazzarella, ritenuto il boss dell’omonimo clan, venne arrestato nel 2004. Ottaviano era rimasto vittima di un agguato a colpi di arma da fuoco nel quartiere napoletano di Poggioreale. I suoi killer lo avevano colpito con diversi proiettili all’addome. Ottaviano fu trasportato e ricoverato all'ospedale S. Giovanni Bosco, dove le sue condizioni apparvero subito gravi ai medici; infatti l’uomo spirò dopo una notte in ospedale.

Le indagini per far chiarezza sul fatto di sangue partirono subito. Gli inquirenti ascoltarono anche la moglie poco dopo il fatto, ma le informazioni non convinsero gli inquirenti. Ottaviano fu raggiuntoda più colpi di pistola esplosi da Mazzarella Luciano nell’abitazione in uso a Riera Mariarca - moglie di Barile Salvatore, altro cugino di Mazzarella Luciano e Ottaviano Andrea - dove era stato accompagnato da Barattolo Luciano su disposizione di Mazzarella.

La vittima, già ferita, dopo essere fuggita in strada erastata raggiunta da altri colpi di pistola.

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