Pare che il Vesuvio ultimamente vada di alta-Moda.Dopo i festeggiamenti in grande stile per il trentennale di Dolce & Gabbana, che lo stesso sindaco Luigi De Magistris aveva definito “una vittoria per la città” in un post di ringraziamento sulla sua pagina Facebook, i riflettori sono nuovamente puntati sulla splendida cornice del golfo di Napoli, da qualche tempo la passerella più ambita dalle maisons de mode.Già lo scorso Luglio, la maison francese Givenchy aveva scelto il capoluogo partenopeo per presentare la sua collezione, allestendo un suggestivo set proprio nei vicoli del centro storico, tra caratteristici “bassi”, scugnizzi e i panni stesi fuori ad asciugare.

Era stata poi la volta di Christian Louboutin che, per girare uno spot per la sua nuova collezione di scarpe, ha fatto sfilare i suoi modelli proprio sui sampietrini che lastricano le strade di Montesanto e di Via Chiaia, fino ad arrivare a Castel dell’Ovo.E adesso sembra sia il momento di Versace.

Insomma, quello che è stato definito “l’effetto D&G” non si è esaurito con la stagione estiva, anzi: le luci di scena iniziano addirittura a moltiplicarsi, illuminando d’oro e di lustrini l’ombra del Vesuvio.

Da Luglio a Settembre 2017, l’atelier Versace in mostra al Mann accanto alla collezione egizia

Tutto è iniziato venerdì scorso quando Santo Versace, fratello di Gianni e Donatella e presidente del celebre atelier noto in tutto il mondo che porta il loro nome, è arrivato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Quella che in un primo momento era sembrata una semplice visita per il piacere di ammirare la appena riallestita collezione egizia, i tesori di Ercolano e di Pompei e la preziosissima Collezione Farnese, si è invece rivelata l’occasione decisiva per definire i dettagli della mostra-evento che avrà luogo l’estate prossima.

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Dopo la visita infatti, Santo Versace, accompagnato dall’esperta di arte e moda Sabina Albano, ha incontrato il direttore del Mann, Paolo Giulierini.

“Il piano scientifico non è ancora pronto ma le date sono certe. Stiamo lavorando con la Fondazione Versace”, ha dichiarato Giulierini, confermando la notizia che in un primo momento, diffusa e diventata virale sui social network, pareva destinata a rimanere infondata.

Tanto più che il connubio archeologia-moda, più che bizzarro, può apparire all’inizio addirittura azzardato.

Ma si sa, osare è d’obbligo e quando la novità si sposa con l’antico diventa irresistibile: e chi meglio del brand Versace può saperlo?

Musei e passerelle: quando la moda diventa cultura

A poche ore dall’annuncio della mostra di Versace al Mann, non sono mancate le stesse polemiche che hanno attaccato la prima del defilè D&G.

In particolare, ci si chiede il perché di una passerella d’alta moda nei corridoi di un Museo che ospita alcune delle più prestigiose antichità del mondo.

La risposta, concisa ed esaustiva, è arrivata dallo stesso direttore del Mann Giulierini, il quale ha affermato che l’accostamento tra due universi apparentemente lontani è possibile perché spesso le creazioni Versace si sono ispirate al mondo greco, romano e pompeiano degli albori: probabilmente, queste saranno esposte proprio accanto alle opere alle quali si ispirano o si sono ispirate, per diventare un’attrazione non solo mondana, ma soprattutto culturale.Per dirla in parole povere, si tratta di quel tipico cocktail tra sacro e profanoin grado di soddisfare qualsiasi palato.

E non è un caso che alle pendici del Vesuvio sia un pizzico più gustoso.

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