Dell’ottimismo che aveva preceduto il debutto in Borsa del social network più famoso al mondo, non sembra essere rimasto nulla. Restano soltanto la delusione degli investitori, costretti ad affrontare gravi perdite, e le peplessità degli analisti, convinti fino a venerdì del grande successo di Facebook.
Ma fin da subito l’esito delle quotazioni è stato drammatico. Dopo il deludente debutto di venerdì a Wall Street, i titoli Facebook hanno perso circa il 12%, scendendo al di sotto del prezzo di collocamento. Dai 38 dollari, fissati per azione giovedì sera, si è passati il giorno dopo a quota 33, per arrivare a fine seduta a 34 dollari.
Un calo pari all’11% che ha determinato una perdita di 10 miliardi di capitalizzazione di mercato.
Il nervosismo si è tradotto in elevati volumi di scambi. Dei 570 milioni di titoli Facebook scambiati venerdì, ben 200 milioni sono passati di mano nella prima ora. La situazione ha mandato in tilt il Nasdaq, che si troverà costretto a rimborsare gli investitori che non sono riusciti a modificare o a cancellare in tempo reale gli ordini di acquisto o di vendita inseriti in precedenza. Per sanare le compravendite mancate o ritardate, il Nasdaq spera di stanziare 13 milioni. Ma la parola definitiva spetta alla Sec e alla Finra, l'associazione di autoregolamentazione del settore finanziario. Per decine di società i danni potrebbero raggiungere addirittura i cento milioni.
Sono, infatti, circa 30 milioni i titoli coinvolti nel cortocircuito del sistema, provocato, a quanto pare, dai ritardi iniziali di millesimi di secondo nello stabilire il prezzo di apertura del titolo Facebook.
Un fallimento che crea imbarazzo al Nasdaq, ma non meno al social network in blu, la cui immagine non può che uscirne lesa. Anzi l’episodio ha aperto una discussione sul reale valore di queste società del web che, sbarcando in Borsa, hanno dovuto affrontare gravi perdite. Infatti oltre a Facebook, anche Linkedin ha registrato a Wall Street una perdita del 3%. Analoga situazione per il social network cinese Renren che ha subito un calo del 7%.