Al giorno d’oggi con i problemi, soprattutto economici, che travagliano il nostro Paese, tendiamo a trascurare un aspetto di importanza fondamentale per lo sviluppo della società e per la formazione delle nuove generazioni: la cultura. E' evidente la necessità di tutelare e promuovere la cultura in ogni sua manifestazione, favorendone la conoscenza in ogni ambito sociale e rivolgendosi a tutte le fasce d’età.
In alcune città dal ricco passato storico-artistico, sono già state realizzate iniziative di grande efficacia e seguito, come i cortili e i palazzi antichi aperti al pubblico nei week end e gli spettacoli estivi nelle cornici degli anfiteatri e degli spiazzi antistanti chiese e cattedrali, che hanno attirato numerosissimi partecipanti.
Tali eventi devono essere proposti alle scuole mediante visite guidate storico-artistiche, con la consulenza di esperti del settore che possano illustrare ciò che sfila davanti agli occhi dei ragazzi, perché capiscano come è nata l’opera d’arte, quanta fatica e impegno umano è costata, cosa rappresenta e come si può conservarla e proteggerla nel tempo, perché non vada perduto un simile, inestimabile tesoro.
Tra le varie iniziative, le amministrazioni comunali potrebbero proporre dei percorsi strutturati sia per i turisti, sia per gli studenti, consistenti in visite culturali nei centri storici delle città italiane, alla scoperta dei tesori in essi nascosti, attivando, nello stesso tempo,attività promozionali legate ai prodotti dell’artigianato locale (mostre, esposizioni di oggetti d’antiquariato e non).
Ai percorsi conoscitivi, si potrebbe affiancare la possibilità di consultare apposite biblioteche approntate allo scopo in loco, per dare la possibilità ai partecipanti di approfondire ciò che più ha acceso il loro interesse, andando direttamente e personalmente a ricercare la storia di un particolare monumento, di una chiesa, di un oggetto caratteristico del periodo storico in cui è stato prodotto.
Al termine del percorso, ogni visitatore, mediante schede prestampate, potrà esprimere la sua personale valutazione su quanto osservato ed avanzare proposte per migliorare il servizio offerto. Iniziative del genere, potrebbero senz’altro favorire la diffusione della conoscenza degli innumerevoli tesori culturali del nostro Paese.
Un discorso a parte meritano i musei, che, pur attirando ancora tanti visitatori, spesso non presentano in modo adeguatamente efficace le loro opere d’arte, poco valorizzate e lasciate all’interpretazione di chi le contempla.
Anche in questi casi, sarebbe opportuno presentare tali capolavori in maniera diversa, inserendoli, ad esempio, in una cornice che rappresenti gli arredi dell’epoca, stanze appositamente preparate anziché gallerie tutte uguali in cui l’esposizione risulta monotona..
La casa-museo è un’idea che è già stata realizzata in alcuni comuni italiani, ma ancora non è molto diffusa,preferendo i musei tradizionali, che, però, almeno per quanto riguarda le scolaresche dei più piccoli, non ottengono molto successo.
Anche negli edifici sedi di lavoro, naturalmente là dove esiste l’opportunità di usufruire di adeguati spazi, si potrebbero promuovere iniziative culturalmente interessanti, organizzando esposizioni di opere d’arte da visitare nei momenti di pausa, come prendere una boccata d’ossigeno per ripartire con il lavoro in modo più “leggero”.
Le mostre potranno essere corredate dalla proiezione di video-documentari su quanto esposto e certamente stimoleranno l’interesse anche di chi non è appassionato d’arte.
Naturalmente, non dimentichiamo i siti archeologici veri e propri: sono i più interessanti e piacevoli da visitare perché propongono, così com’era, la realtà di quell’epoca. Basta ripercorrere quei sentieri, entrare nelle case, ad esempio, di Ercolano e Pompei, per calarsi nell’atmosfera di quel tempo remoto che però, al momento, ci sembra presente, ancora vivo, ed è questo il miglior modo di comprendere l’arte e la cultura: viverla dal di dentro. Perciò, i comuni interessati dovrebbero pubblicizzare con più enfasi questi siti, per attirare ancora più visitatori, che, dopo una visita di questo tipo, non potranno non continuare ad interessarsi all’arte e alla cultura italiana.
Dulcis in fundo, i monumenti.
Sono ancora più difficili da interpretare ed apprezzare perché esposti nelle piazze, sui ponti, nelle strade, insomma, in luoghi aperti, nei quali la concentrazione su quanto si sta ammirando può facilmente svanire, attratta da altri stimoli esterni. Ma le visite ai monumenti sono un’ottima occasione per trattare il discorso della conservazione e della tutela dei beni lasciati in balìa degli agenti atmosferici e dei gas di scarico inquinanti, nonché di qualche esaltato che, volutamente,decide di danneggiarli per oscuri motivi.
Se anche queste visite vengono ben organizzate, si cercherà di spiegare al pubblico, dopo la descrizione del monumento visitato e le notizie sull’autore, la necessità di proteggere in ogni maniera possibile questi tesori che sono giunti ai nostri giorni e che, pertanto, dobbiamo impegnarci perché giungano anche ai giorni dei nostri figli e nipoti, che, come noi, hanno il diritto di poterli ammirare, possibilmente non ulteriormente danneggiati.
Le campagne per la protezione dei beni culturali non rappresentano un inutile dispendio di mezzi ed energie, ma pongono la base per un’educazione al gusto estetico, che influisce positivamente nella formazione delle nuove generazioni, ma anche che stimola i meno giovani ad un maggiore impegno per la salvaguardia e la tutela del patrimonio artistico - culturale del quale l'Italia ha l’onore di essere custode.