Sabato 23 marzo a piazza del Popolo a Roma in una splendida giornata primaverile, resa ancora più vivace e allegra da una fioritura di bandiere nazionali e bandiere bianco azzurre simbolo del partito, si è svolta la manifestazione del PDL.
Il leader Silvio Berlusconi, ha parlato a braccio per oltre un'ora rimarcando l'intollerabile persecuzione di cui è oggetto da vent'anni con ogni mezzo lecito, ma specialmente illecito, come l'attentato subito e l'uso strumentale dei tribunali di una parte dei giudici, le cui prime vittime sono tutti quei magistrati intellettualmente onesti che svolgono in silenzio la loro delicata funzione senza velleità di protagonismo e soprattutto che non interpretano quella fondamentale istituzione come trampolino di lancio per accedere in politica e per espellere dalla politica gli avversari, istituzione che per i comportamenti delle "toghe rosse" vede prestigio e credibilità ai livelli più bassi della nostra storia.
Le persone che gremivano la piazza, erano ben diverse da quelle che popolano comizi e manifestazioni della sinistra, tutt'altra cosa dagli impresentabili di cui blatera la signora Lucia Annunziata, pagata profumatamente con i nostri tributi per insultarci, c'erano signore e signori, ragazze e ragazzi, persino qualche bimbo in carrozzina, tutti tranquilli con il sorriso sulle labbra, abbigliati decorosamente, niente insulti, niente volgarità, insomma un'atmosfera gioiosa.
Quando il buon Bersani e in genere gli uomini del PD, Partito Democratico, affermano: mandiamo a casa Berlusconi, dimostrano di essere la negazione della democrazia. Berlusconi quando siede a Palazzo Chigi sta a casa sua in quanto legittimato da noi elettori, quindi solamente noi, non loro potremmo mandarlo a casa. Farebbero bene a non dimenticarlo.