Mentre il governo automatico programmatico Italiano, continuaa aumentare tasse e mettere in ginocchio la classe media e gli imprenditori, dal suo blog, una vera miniera d'oro, eda Twitter, Grillo sfida Bersani a rinunciare ai rimborsi elettorali: "Perfacilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare perufficializzare il rifiuto. Bersani,firma qui! Meno parole e più fatti.Si tratta di 42.782.512,50 di euro che appartengono ai cittadini,anche in virtu' di un referendum.
Il M5S li rifiutaesattamente come per le elezioni amministrative.
Le spese per la campagnaelettorale sono state integralmente sostenute grazie ai contributi volontariraccolti e verranno comunque rendicontate. Il MoVimento 5 Stelle, anche tramitei propri eletti, svolgera' ogni azione diretta ad assicurare che i contributiad esso spettanti non vengano erogati ad altre forze politiche, ma trattenutiall'Erario".
Lancia anche una campagna "sull'hashtag #bersanifirmaqui " rivoltaal democratico: "Invita su Twitter Bersani a firmare il documento per rifiutarei rimborsi elettorali e lasciare 48.856.037,50 di euro nelle casse dello Stato".
Più esattamente, ilMovimento 5 Stelle non può accedere ai rimborsi elettorali poiché, da Statuto, non è un partito politico, alcontrario una vera e propria miniera d'ora, sarebbe rappresentatadal suo blog nato nel 2005, prodotto dalla Casaleggio Associati, che ha creato il M5S e "la Cosa", sarebbe una vera e propria miniera d'oro.
Secondo un esperto analista del web: "Guardando il ricavo medio per pagina offerto da GoogleAdSense,il giro d'affari del blogsarebbe di 5 euro ogni mille paginevisitate. Beppegrillo.it non è in Audiweb,quindi stimare esattamente il volume del traffico è impossibile, ma utilizzandoAlexa si può approssimare che levisite siano tra il milione e il milionee mezzo al giorno. Facendo un calcolo, dunque, risulta che il blog diGrillo frutterebbe tra i 5 e i 10milioni di euro l'anno. Il calcolo è però da considerare arrotondato perdifetto, in quanto si presume che come fonte di guadagno per il blog non ci siano solo i banner di Google AdSense".