Grillo dal suoblog propone un'interessante articolo sull'inciuciodella politica italiana, legalizzato dal Porcellum in poi, per più di20 anni.

Nell'articolo ci sono interessanti spunti di riflessioni e prospettive,riguardo la vicenda della votazione dell'ex magistrato al Senato, da parte dei 13 "dissidenti, ribelli, o traditori", del M5S, in cui si propone una chiave di lettura realistica estorica, sulle possibili e concrete motivazioni dei neoeletti grillini" ribelli", che poco sanno del grandeinciucio del Pd e del Pdl, che rimane da più di 20 anni il grande protagonista della scena politica italiana.

E propone anche unariflessione sulla trappola del cavalieresenza macchia e senza colpa, che ha sempre schivato processi scomodi, incui sono caduti, sprovveduti e non aconoscenza degli intrighi dei Palazzi, circondati nell'aula del Senato dalCentro Sinistra gargamelloso, e con un ex premer di centro destra con gliocchiali scuri.

"I 5 Stelle che han votato Grasso contro Schifani sapevano bene chi è Schifani e hanno scelto il meno peggio, cioè Grasso. Ma non avevano la più pallida idea di chi èGrasso, e questo è un bel problema. Specie per chi dice di informarsi sulweb per sfuggire alla propaganda di regime. Se l'avessero fatto davvero,avrebbero scoperto che il dualismo Schifani-Grassoera finto.

Schifani è sempre piaciuto alPd, che infatti 5 anni fa non gli candidò nessuno contro, votò schedabianca e mandò la Finocchiaro a baciarlo sulla guancia. Quando poi ilsottoscritto raccontò in tv chi è Schifani, i primi ad attaccarmi furonoFinocchiaro, Violante, Gentiloni, il direttore di Rai3 Ruffini e Repubblica. Schifani era il pontiere dell'inciucioPdl-Pd. Così come Grasso che,per evitare attacchi politici, s'èsempre tenuto a debita distanza dalle indaginipiù scomode su mafia e politica, mentre altri pm pagavano e pagano prezziindicibili per le loro indagini. Nessuno l'ha scritto, nei soffietti al nuovopresidente del Senato: ma Grasso, quando arrivò alla Procura di Palermo nel 2000, si ritrovò Schifani indagato per mafia e lo fece subito archiviare (l'indagine fu riaperta dopo la sua dipartita).Così, un colpo al cerchio e uno alla botte, divenne il cocco del Pdl (che lo impose alla Pna, estromettendo perlegge Caselli), del Centro (chevoleva candidarlo) e del Pd (che l'ha candidato).

Ma ciò che contain politica non è la verità, bensì la sua percezione: perciò sabato eradifficile per i grilli siculi non votare un personaggio da tutti dipinto come un cavaliere senza macchia e senza paura.Anche stavolta i media di regime ce la mettono tutta per fare il gioco deipartiti, con il sapiente dosaggio dimezze verità e mezze bugie e il dizionario doppiopesista delle grandi occasioni.

Rivolta. Ci avevano raccontato che Adolf Grillo e Hermann Casaleggio lavano il cervello al popolo del web e censuranosul blog i commenti critici (un po' incompatibili col lavaggio del cervello).Ora scopriamo che c'è la "rivolta delweb" pro-dissenzienti. Ma anche, dal sondaggio di Mannheimer sul Corriere,che il 70% degli elettori M5S è control'inciucio col Pd.

Gentili tromboni, potreste gentilmente mettervid'accordo con voi stessi e poi farci sapere come stanno le cose, possibilmentechiamandole col loro nome?" Marco Travaglio, editoriale del FattoQuotidiano del 19 marzo 2013