Dopo il monito di Grillo verso i "dissidenti" che sabato hanno votato Grasso alla presidenza del Senato, contravvenendo alle indicazioni del gruppo che stabiliva di votare scheda bianca, sembra rientrato il pericolo dell'espulsione. Lo stesso Grillo, sul suo blog, afferma che "I giochi erano già fatti per mettere in difficoltà il Movimento 5 Stelle. Qualcuno, anche in buona fede, ci è cascato. Lo schema si ripeterà in futuro. Berlusconi proporrà persone irricevibili, il pdmenoelle delle foglie di fico. Il M5S non deve cadere in queste trappole".
Una sorta di "perdono" dunque.
Sette sono i grillini che fino ad ora hanno confessato il loro voto "dissidente". Il senatore Giuseppe Vacciano rivendica la propria libertà di scelta e si dichiara pronto ad affrontare le conseguenze che ne deriveranno. Il senatore Fabrizio Bocchino afferma che la sua è stata una scelta non solo politica ma soprattutto etica, legata al fatto che mai avrebbe sopportato di avere una qualche responsabilità nell'elezione di Schifani. Si dichiara inoltre apertamente confuso rispetto al fatto di aver mentito o meno agli elettori. La senatrice Elena Fattori sembra in qualche modo lavarsi le mani, affermando che la riunione che ha preceduto il voto è strata troppo concitata e si è conclusa troppo in fretta, non lasciando quindi il tempo per raccogliere le idee, ma lasciando trasparire come unico punto fermo il no a Schifani.
A giustificazione porta infine la tesi di un'organizzazione ancora imperfetta, di una votazione "di pancia" piuttosto che politica, il tutto dovuto a una sostanziale inesperienza. Puntualizza tuttavia che il voto a Grasso non implica in alcun modo l'apertura ad altre forze politiche. Mario Michele Giarrusso, che definisce "un'infamia" il voto a Schifani, afferma che votare scheda bianca sapendo che avrebbe invece potuto fare qualcosa per impedirne l'elezione, sarebbe stato come tradire le scelte di una vita e tutto ciò in cui aveva sempre creduto. Il senatore Marino Mastrangeli sostiene invece di avere votato il candidato del M5S Luis Alberto Orellana nelle prime 3 votazioni ma di avere scelto Grasso nell'ultima perchè nel programma politico del M5S non è contenuta nessuna indicazione di voto in caso di ballottaggio.
Dichiara pertanto di essersi attenuto al supremo principio contenuto nel comunicato politico n. 45 di Beppe Grillo dell'11 agosto 2011 che recita cosi: "Ogni eletto risponderà al Programma del M5S e alla propria coscienza". Da ciò deriva la sua scelta di votare, in coscienza, "l'uomo antimafia Pietro Grasso".
In definitiva si tratta ora soltanto di attendere la prossima riunione del M5S, prevista nei prossimi giorni, che avrà all'ordine del giorno la decisione sull'espulsione o meno dei senatori (in tutto una decina) che hanno votato Grasso, violando in tal modo il regolamento del Movimento.