Da noi in Italia, la scorsa estate, i professori al governo cihanno provato con una tassa sulle bollicine, a sanzionarecomportamenti alimentari non ritenuti corretti: si parlava di 3 centa bottiglietta, si scatenò la polemica, si discettò sullo StatoEtico che entra anche nel bicchiere e so finì per accantonarla.

In America invece l'emergenza cattiva alimentazione dall'annoprossimo, per i dipendenti della Michelin, avrà un impatto immediatoin busta paga: più cresce la pancia, più si smagrisce lo stipendio.Alla Michelin Nord America i lavoratori obesi chevogliono l’assicurazione sanitaria dovranno sborsare milledollari. Dal 2014 l’azienda di pneumatici, scriveil Wall Street Journal, imporrà ai propri dipendenticon i chili di troppo o che soffrono di patologie legate adun’alimentazione poco sana (ma anche ai geni, come diabete,colesterolo alto e ipertensione) una “tassa” fino amille dollari se vorranno avere la normale copertura sanitariadell’azienda.

La stessa che per i lavoratori sani o normopeso ègratuita.

Un portavoce della Michelin spiega: «Non avevamo altra scelta, ilavoratori rispondono più alla minaccia di perdita finanziaria chenon alla promessa di incentivi che premiano la modifica di abitudinicomportamentali»

In effetti un sondaggio Gallup del 2011 ha calcolato che, ognianno, gli americani obesi e sovrappeso si ammalano di più e stanno acasa in media 450 milioni di giorni lavorativi in più rispetto ailoro colleghi sani.

Altre aziende americane sono pronte a seguire l'esempio delcolosso dei pneumatici, considerato che in America le aziendespendono in media 12.136 dollari all'anno per assicurare ciascundipendente:

Si potranno fare i colloqui di lavoro solo dopo un congruo periododi dieta, o le lobby assicurative sono più forti dello Stato Etico? Il rischio, al di là delle buone intenzioni, è che siarrivi ad una nuova discriminazione.