Bersani non è più segretario del Pd. Era partito dal voler essere Presidente del Consiglio, ma dopo il flop della candidatura di Prodi al Quirinale non aveva altra scelta che delle dimissioni.

La cronologia degli eventi è impietosa e certifica lo stato di completa confusione in cui versa il Partito Democratico. Analizziamola insieme.

La cronologia della giornata

Prodi era stato scelto per trovare una soluzione dopo il tentativo di eleggere Fanco Marini alla Presidenza della Repubblica e tale scelta era stata causa di un'ulteriore spaccatura all'interno del partito.

Ma tale scelta si è dimostrata molto sbagliata in quanto Prodi ha ottenuto meno di 400 voti rispetto al quorum occorrente per l'elezione di 504 e dopo una febbrile serata di riunione dei grandi elettori, il segretario del Partito Democratico ha dovuto rassegnare le dimissioni.

L'errore più grande è stato quello di tirare in ballo delle personalità che hanno contribuito alla fondazione dell'Ulivo e lo stesso Prodi aveva affermato, dopo aver constatato l'esito della votazione, che chi lo aveva tirato in ballo doveva assumersi le proprie responsabilità.

Sono mancati 101 voti per l'elezione di Prodi, fra franchi tiratori voti dispersi e, bisogna ammetterlo, questa è una parziale vittoria di Berlusconi e del Pdl.

Le agenzie di stampa dichiarano che Bersani ha motivato, in modo drammatico e con rabbia, le sue dimissioni.

"Uno su quattro di noi ha tradito, è inaccettabile". E ancora: "Abbiamo prodotto una vicenda di gravità assoluta, sono saltati meccanismi di responsabilità e solidarietà, una giornata drammaticamente peggiore di quella di ieri".

Matteo Renzi, il grande accusato per cola della sua "corrente" in seno al Pd, per il tramite di Facebook ha affermato che "Per tutto il giorno di oggi sono stato accusato su Facebook di sostenere una candidatura, quella di Romano Prodi.

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Adesso l'accusa é opposta: aver complottato contro la candidatura Prodi. Se non ci fosse di mezzo l'Italia ci sarebbe da ridere. Primo punto: io le cose le dico in faccia, sempre. I doppiogiochisti non mi piacciono". Auguriamoci il meglio per l'Italia; il momento è davvero difficile.



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