Queste votazioni per l'elezione del Presidente della Repubblica verranno ricordate soprattutto per le tante proteste, alcune anche molto colorite e irriverenti, a cominciare dalla decisione assunta da Lega Nord e Pdl di non partecipare alla quarta votazione, conclusasi con un nulla di fatto, per protestare contro la decisione del Partito Democratico di presentare Romano Prodi come loro candidato a Presidente della Repubblica.
Nella storia della Repubblica Italiana non si era mai registrato che un grosso partito, come lo è oggi il Pdl, non partecipasse alla votazione per eleggere il Capo dello Stato. Ma queste votazioni saranno ricordate anche per le singolari forme di protesta che ne stanno delineando il percorso. Ricordiamo, per chi se ne fosse dimenticato, che l'Italia sta attraversando una delle peggiori crisi economiche della sua storia. Tutti i giorni leggiamo notizie di imprenditori e cittadini che si suicidano a causa delle difficoltà economiche in cui versano e i nostri parlamentari cosa fanno, giocano alle quirinarie.
Ieri, nelle prime due votazioni, terminate entrambe con un nulla di fatto, ci sono stati parlamentari che sulla loro scheda per votare il Presidente della Repubblica hanno scritto nomi come Valeria Marini, Giovanni Trapattoni, Veronica Lario, Conte Mascetti e persino Rocco Siffredi che ha strappato pure l'applauso dell'Aula.
Oggi invece abbiamo assistito alla performance dell'Onorevole Alessandra Mussolini e di una sua collega che hanno fatto il loro ingresso in Aula, con tanto di passerella, indossando una maglietta con la scritta "Il diavolo veste Prodi", mentre in piazza fuori dall'Aula di Montecitorio sono ancora in corso i girotondi di Fratelli d'Italia e di CasaPound che mangiano vistosamente fette di mortadella e urlano anche "vaffa" dedicati a Prodi.
Considerate anche le massicce proteste della gente, che sulla rete urla a gran voce un accordo tra PD e M5S perchè si mettano d'accordo e votino Rodotà come Presidente della Repubblica e poi inizino a votare le riforme per il cambiamento di questo Paese, sarebbe opportuno che i partiti e le istituzioni tutti pensino seriamente ad una riforma che porti le future nomine del Capo dello Stato ad essere scelte direttamente dai cittadini.