E' stata fissata al 30 luglio prossimo l'udienza della Cassazione per il terzo grado di giudizio di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. La data, molto ravvicinata, ha sorpreso lo stesso Berlusconi e i suoi legali che, soltanto lo scorso martedì, avevano presentato il ricorso contro la condanna del loro assistito, in appello, a 4 anni di reclusione e interdizione dai pubblici uffici, per frode fiscale.

Secondo l'avvocato Niccolò Ghedini, legale da molto tempo del Cavaliere, "la fissazione dell'udienza avanti la sezione feriale penale della Corte di Cassazione dopo un tempo eccezionalmente breve dalla conclusione del processo d'appello non ha precedenti". Ed è proprio questa immediatezza della decisione della Cassazione che ha mandato in fibrillazione tutti i berluscones, un esercito di sostenitori e membri del Pdl, pronti già a scendere sul sentiero di guerra contro la magistratura.

I commenti da parte dei maggiori esponenti del Pdl non si sono fatti attendere. C'è andato pesante Sandro Bondi che ha invocato forme di resistenza non violenta nei confronti di quei giudici che, secondo i fedelissimi di Sua Emittenza, stanno tentando di portare a termine un disegno teso ad eliminare politicamente il leader del Pdl, Silvio Berlusconi.

Anche Maurizio Gasparri ha parlato di aggressione della magistratura alla quale non si può rimanere impassibili, mentre Gaetano Quagliariello ha parlato di straordinari d'agosto dei giudici che non hanno precedenti nei tempi lentissimi della giustizia italiana. Il senatore del Pdl, Manuela Repetti, invece, si è dichiarata subito disponibile a scendere in piazza per una grande mobilitazione del Pdl contro la magistratura.

L'argomento terrà banco su giornali e tv anche nei prossimi giorni, per capire quali azioni intendano intraprendere gli esponenti del Pdl per difendere il loro leader, Silvio Berlusconi, da quello che loro definiscono un "golpe". C'è chi ha proposto di salire tutti da Napolitano per denunciare l'attacco alla democrazia della politica, ma c'è anche chi, come Giancarlo Galan, ha proposto il ritorno alle urne, mentre dall'ex ministro nell'ultimo governo Berlusconi, Maria Stella Gelmini, è partito l'invito alle dimissioni di massa.

A questo punto però sono in molti a chiedersi se il Governo Letta verrà travolto dalle vicende giudiziarie contro il Cavaliere o riuscirà a uscirne indenne?