L'endorsement di Jovanotti per Matteo Renzi non è una novitàassoluta, ma le parole raccolte da Massimo Gramellini nella lunga intervista aviso aperto sulla Stampa sono destinate a lasciare il segno. Non esita adichiarare le proprie preferenze politiche del momento, Lorenzo Cherubini,proprio nel momento di massima popolarità al cospetto di un'opinione pubblicafortemente disorientata e delusa dai propri rappresentanti nelle istituzioni enelle aule parlamentari.
Alla bocciatura senza appello per Silvio Berlusconi eBeppe Grillo, rispettivamente etichettati come "umanamente simpatico mapoliticamente da combattere perché non ha fatto nulla per l'Italia" ed "espressionedi una rabbia priva di entusiasmo e voglia di rimettersi in gioco" fa dapendant l'outing esplicito a favore del sindaco di Firenze, "capace ditrasmettere una visione di cambiamento".
Agli occhi dell'osservatore ecittadino "comune" Jovanotti, l'avvento di Renzi nell'agone politico potrebberappresentare un'importante segnale di svolta, almeno all'interno dell'areaculturale progressista, alla quale l'ex rapper di "Gimme Five" non ha mai fattomistero di appartenere, sebbene con ampi margini di autonomia e forte spiritocritico verso gli schemi ideologici tradizionali.
"A sinistra occorre farespazio a gente diversa, per ritrovare una vocazione maggioritaria, anche sefinora nel Partito Democratico hanno avuto paura di investire sul futuro" ha proseguito l'artistaromano, rispondendo approfonditamente ad ogni domanda (prevalentemente di attualità politica) postagli da Massimo Gramellini.
Sempre nelcorso della chiacchierata col vicedirettore de La Stampa, Cherubini non ha lesinato giudizi a tratti piuttosto severi sulla classe politicanazionale, con qualche sconfinamento in toni da "rottamatore", in perfettasintonia con l'astro nascente del Pd: "Se solo riuscissimo acambiare le persone nei centri di potere sarebbe un bellissimo segnale".