Inspiegabile l'operazione di marketing di Sky Italia, che, dopo un mese di programmazione in chiaro di provini, bootcamp e home-visit, del fortunato talent-scout, annulla, a poche ore dalla messa in onda, la replica della prima puntata di X Factor, scatenando l'ira di tutti i fans non abbonati a Sky e lo stupore di molti altri.

Se il fine di questa scelta da parte della dirigenza Sky di sottoscrivere nuovi abbonamenti alla pay-tv può sembrare ovvio, meno sensata appare la decisione di provocare delusione e sconcerto nei telespettatori dando notizia dell'esclusione di X Factor dal palinsesto di Cielo -canale del digitale terrestre di proprietà di Sky stessa, tra l'altro- il pomeriggio stesso di venerdì 25 ottobre, data annunciata della prima puntata del live-show.

Ad aumentare il malumore dei fans che navigano in Internet, inoltre, ha provveduto la diffusione della notizia secondo cui sarebbero stati a disposizione sul sito internet di X Factor 7 tutti i video della prima puntata, i quali, invece, sono disponibili gratis soltanto per un paio di minuti, fino a che l'internauta interessato non vede comparire sullo schermo l'ingrata scritta "Il video completo è riservato in esclusiva per i clienti Sky".

Se si pensa che praticamente in tutti i corsi di editing di un libro, di un contenuto artistico, di un'opera che miri a una grande diffusione commerciale, viene ripetuto fino allo sfinimento che una delle regole-base del suo successo è non deludere le attese del pubblico, non procuragli false aspettative, non venire meno a quello che la pubblicità gli ha promesso, si capisce bene come Sky stavolta abbia sbagliato su tutta la linea.

E infatti, lungi dall'aumentare sensibilmente le sottoscrizioni 2013 a Sky, fioriscono sui social-network le infuriate pagine di protesta dei seguaci di X Factor lasciati a bocca asciutta e i metodi alternativi per visualizzare ugualmente in streaming i contenuti "proibiti". Tutta cattiva pubblicità per la pay tv di Murdoch, che dimostra con questa decisione di non conoscere affatto la situazione economica di grave crisi in cui versa l'Italia, in un momento storico in cui gli utenti faticano anche a racimolare il denaro per acquistare il decoder del digitale terrestre, e non solo i ben più onerosi, abbonamenti e pacchetti Sky.

Ugualmente ignorata, da parte della dirigenza responsabile di questa sfortunata scelta editoriale, appare l'ovvia considerazione per cui un programma di massa come X Factor, porta introiti pubblicitari, ben al di là dei singoli contratti con gli utenti a pagamento, e deve il suo successo proprio ad anni di diffusione "free" sulla tv generalista e alla facoltà, concessa negli anni scorsi, di raddoppiare il suo pubblico televisivo e non -dato che prerogativa del talent è anche il tenere conto delle preferenze degli utenti in rete e non soltanto di chi, ad esempio, partecipa a televoto in diretta- grazie alle repliche su Cielo.

Per colpa di questa nuova nefasta linea editoriale, invece, il format è destinato a perdere in Italia la sua fruizione di massa e di conseguenza perde di ogni valore la tanto decantata formula, all'interno del talent-show stesso, per cui a decretare l'x-factor di un cantante o di un gruppo, insindacabile è la volontà del "pubblico sovrano".

Il pubblico, qui diviso classisticamente in tesserati e non, vede svilito invece ogni antico protagonismo a cui era abituato e affezionato. E' come se  si fosse decis, che a decretare la popolarità di una squadra di calcio ci si debba basare esclusivamente sul numero di coloro che vanno a vedere le partite dal vivo allo stadio o che ne acquistano gli incontri tramite le pay-tv, ignorando tutti gli altri tifosi che sostengono il Club seguendone le gesta sui maxischermi nei bar, parlandone nelle piazze, leggendone sui giornali, vivendone le emozioni in molti frangenti e ambienti della loro quotidianità.

Dopo avere intuito il livello alto di qualità dei partecipanti a questa edizione di X-Factor, non resta da chiedersi, infine, se a non avere l'x-factor necessario per essere delle pop-star, non siano proprio i vertici di Skype autori di questa quanto mai impopolare esclusione di pubblico.