Questo articolo lo scrive uno che non fuma, non perchè non è nervoso o non ha i suoi pensieri per la testa, ma perchè ha fatto una scelta.
Sì, avete capito bene: non fumo per scelta, manco che la sigaretta di turno fosse la donna della tua vita e tu decidi di rimanere single per sempre.
Ora mi direte: "tu non capisci, io ho passato un'adolescenza difficile, in cui i miei genitori fumavano e i miei amici bevevano di tutto un giorno sì e l'altro pure". E io vi dirò, senza che la mia risulti una predica perchè non vuole esserlo: avete detto bene, i vostri genitori e i vostri amici erano tossicodipendenti, ma voi no.
E allora come mai ci siete diventati? Per noia o più semplicemente per debolezza?
Detto questo, capiamo perchè è così semplice non diventare tossicodipendenti, e perchè è così difficile uscirne.
La tossicodipendenza nasce, per definizione, dall'abuso di una sostanza psicoattiva, ovvero di una sostanza (alcool, ganja, eroina etc) in grado di avere notevoli effetti sia a livello strettamente psicologico che a livello funzionale del sistema nervoso centrale.
Attenzione: "Nasce dall'abuso". Tradotto: se fumate un pacchetto di sigarette al giorno o più, verosimilmente siete sulla cattiva strada. Se fumate una sigaretta una volta ogni tanto, siete sulla strada giusta.
L'abuso da solo non basta a generare dipendenza.
E' necessario qualcos'altro.
Questo qualcos'altro è indotto proprio dall'abuso e si chiama in termini tecnici tolleranza.
La tolleranza è a livello microscopico delle nostre cellule una vera e propria sciocchezza. Però ha effetti devastanti.
Subentra quando, dopo che avete fumato per qualche tempo un tot numero di sigarette o avete bevuto per tanto tempo lo stesso cocktail, una parte di voi vi dice: "queste tot sigarette non mi bastano più, oppure questo cocktail non mi basta: mi voglio fare come una campana, fai una canna, dammi da bere di tutto!"
In termini tecnici la tolleranza è la necessità di assumere più droga per rievocare lo stesso effetto (perdita del freno inibitorio, poca consapevolezza di sè e di ciò che c'è intorno).
In altri termini, più bombe per sentirci sempre più felici.
A questo punto ci sono tre condizioni: l'individuo che fa una notte da leoni e beve e fuma di tutto, per poi ritornare alla vita di sempre, quello che il weekend beve e fuma di tutto per dimenticare, e quello che la cosa gli piace e dice "dopo questa canna mi sento davvero bene!"
E' quest'ultima frase che segna il confine tra uno che si vuole semplicemente divertire e un potenziale tossicodipendente.
Potenziale perchè, tranquilli: ancora ce ne vuole.
Il problema sorge quando dopo quella canna, quella seconda e quella centesima canna, non hai più soldi o non hai più amici per procurartela. E se fino ad ora Dio ti ha sostenuto, ora lascia a te la parola.
Dirai: "meno male che non c'è nessuno così non fumo" o dirai "datemi una canna, adesso!" ?
Si chiama sindrome da astinenza ed è una vera e propria patologia, con sintomi e manifestazioni cliniche assolutamente riscontrabili.
E qui si ha la "prova del nove": l'astinenza provoca tutta una serie di dolori e di sintomi che l'individuo non aveva mai sentito prima, e qui si trova di fronte ad un bivio: c'è chi pensa: "ora non tocco più niente, basta con questa roba,guarda come mi ha ridotto" ; E c'è chi invece riconduce tutti questi sintomi proprio alla mancanza del fumo, dell'alcool, della droga.
In altri termini, il tossicodipendente è un individuo malato che non pensa di esserlo, che vede nelle droghe la soluzione a tutti i suoi mali, piuttosto che pensare che sono proprio quelle droghe ad averlo ridotto così.
Basta essere lucidi e come avete avuto modo di leggere sarà davvero difficile diventare coscienziosamente o meno, dipendenti da qualche droga.
Perchè noi siamo padroni di noi stessi, e non possiamo e non dobbiamo permettere che sia il nostro corpo a decidere per noi. Come ci dice Dio, basta non indurlo in tentazione. Perchè sarebbe davvero, questo sì, un peccato mortale.