"Re Giorgio" Napolitano pronto ad abdicare! Dopo le dimissioni di Letta, il nuovo Governo Renzi vedrà la luce probabilmente nella giornata di lunedì: già da ieri, tuttavia, circolano i nomi dei papabili futuri Ministri della Repubblica italiana. La Direzione del Pd, disertata dall'attuale Presidente del Consiglio, ha sancito il ripensamento del Sindaco di Firenze ("non sarò mai Premier senza elezioni").

A gioire c'è solo Berlusconi. Grillo e il Movimento 5 Stelle rimarranno alla finestra, senza incidere. Alfano dice no ad un governo di sinistra con Sel, Vendola "acconsente". È la fine della democrazia, il tramonto italiano.

Matteo Renzi e il Governo del "cambiamento": un leader "bruciato" alle dipendenze di Berlusconi

Roma non è Firenze. E Matteo sembra averlo capito solo adesso, dopo aver consegnato nelle mani di Berlusconi l'unica legge elettorale capace di resuscitare il Cavaliere.

Un regalo molto gradito, quasi inaspettato, per il pregiudicato di Arcore. E allora, dopotutto, a cosa "serve" Letta? Forza Italia è tornata protagonista e Renzi si è visto costretto, per l'ennesima volta, a sbugiardarsi dinanzi al popolo del Partito Democratico. Ed ora perderà l'aurea della "novità", il giovane Sindaco, premiato finora più per le sue doti comunicative e pubblicitarie (a differenza dell'onesto ma "lento" Bersani) che per i contenuti del suo programma.

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Matteo Renzi

Il pericolo è dietro l'angolo e un patto di Governo fino al 2018 serve solo come specchietto per le allodole per gli inconsapevoli, frustrati, "rivoluzionari da tastiera" italiani.

La sconfitta di Napolitano: dimissioni dopo formazione nuovo Governo Renzi?

Ha accettato un nuovo mandato, avvallato la formazione di più governi non legittimati dalle consultazioni popolari (prima Monti, durante la crisi dello Spread, e poi Letta): Napolitano non si dà pace, ha perso due volte.

Le sue "pedine" sono state spazzate vie, senza tanto clamore, distrutte dalle mistificazioni di una democrazia ancora troppo giovane per considerarsi matura. Così, dopo tante delusioni e colpito da un fuoco mediatico senza precedenti, il Presidente della Repubblica starebbe pensando di presentare le proprie dimissioni dopo la creazione del nuovo governo di Matteo Renzi.

I tempi sono ristretti: Letta oggi si dimetterà, lunedì inizieranno le nuove consultazioni (Re Giorgio accoglierà nelle sue stanze anche il pregiudicato Berlusconi, come capo delegazione di Forza Italia) e, dopo la formazione dell'esecutivo lascerà il Quirinale. La scelta sarebbe maturata già da diverso tempo ma la congiuntura politica non ha permesso al Presidente di trarre le dovute conclusioni.

Matteo Renzi Premier, segretario e sindaco di Firenze: meglio (peggio) di Berlusconi

"Mi ricandiderò a Sindaco di Firenze" , "non sarò mai Premier senza elezioni" o, meglio ancora, "Letta, stai sereno". Renzi ci ha abituati a dietrofront spettacolari e a dichiarazioni fuorvianti. Ora si ritroverà ad avere tre incarichi prestigiosi formando un nuovo Governo. Un nuovo Berlusconi, quindi: di destra, bugiardo e anche senza idee.

Dirà di averlo fatto per il bene dell'Italia, di essere stato legittimato nella sua azione dal milione di voti presi alle primarie del Partito Democratico. Il suo Governo non durerà fino al 2018 per colpa della crisi e/o della nomenclatura europea. Allora cadrà, si ripresenterà alle prossime elezioni da leader bruciato e consumato, dopo aver distrutto la Sinistra. Cronache di un declino annunciato. Buongiorno Italia!

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