C'è qualcosa nell'aria di questi giorni. Qualcosa che è un misto tra malinconia e voglia di riscattarsi. È la senzazione di noi veneziani, noi che viviamo qui da sempre e che con l'acqua alta siamo stati abituati a conviverci senza mai esserci fatti grosse illusioni. Basta imboccare una calle stretta per incrociare un'anziana col suo carrello della spesa che dialoga con un altra signora e le dice: "Te par, no ghe posso credar. Che mondo disonesto."

Facevamo bene a non illuderci, anche quando suonavano le sirene che avvertivano il salire della marea e ciò che rimaneva da fare era solo munirsi di stivali alti e secchio e mocio per pulire magazzini e negozi.

Provate ad immaginare quelle tragedie che vedete in tv e che colpiscono spesse volte di improvviso paesi di Italia qua e là. L'effetto è lo stesso, la differenza è' che a Venezia l'acqua alta si puo' prevedere e di conseguenza si può alzare da terra tutto ciò che è a rischio allagamento.

Per anni siamo andati avanti cosi, a stivali e sirene, a sirene e stivali, a spezzarci la schiena a pulir negozi, a fare notti bianche in attesa che l'acqua scendesse. Ricordo quando avevo il negozio, era una pena senza fine vedere le cose andare sott'acqua e doverle gettare. Finiva che lavoravo per tre giorni, a pulire, lavare e rilavare. Durante quei giorni non entrava manco un cliente, perché a Venezia quando c'è acqua alta tutto si ferma.

Insomma oltre il danno la beffa. Mi ritrovavo a letto la sera con la schiena rotta e un sacco di soldi in meno. Non io solo ovviamente. Mezza città,tutti coloro che avevan un magazzino o un negozio o un'abitazione da tener a bada.

Questa Signori è l'acqua alta, che non è quella che si vede nelle cartoline ritratta o fotografata dal turista di passaggio .L'acqua alta è ben altro. Un disagio. Proprio per questo è nato il Mose. Un nome importante per una struttura che dovrebbe salvare e salvaguardare la fragilità di questo gioiello dell'umanità dalle acque. Una serie di paratie mobili situate alle bocche di porto dovrebbe bloccare il passaggio dell'acqua fino a tre metri. Come delle dighe che alzandosi facciano da muro, da barriera, e così facendo proteggano la bellezza di Venezia dal pericolo costante delle alte maree.

Da questo grande progetto è nato lo scandalo di questi giorni a Venezia. Arrestate 35 persone, tra cui il Sindaco della città. E pare non sia finita. Il Sindaco di una delle città più belle ed importanti del mondo, non di un paesello sperduto dell'entroterra. Ecco da cosa nasce la delusione dei veneziani, il loro malcontento. Ora per i veneziani solo i magistrati riusciranno a far luce. Rimane valido per noi il detto veneziano: dove ghe xe vosi ghe xe nosi. Il significato? Dove ci sono voci, si trovan le noci. In altre parole, non ti arrestano per niente.