E' domenica mattina, e non piove. E quale modo migliore di stare all'aria aperta, a contatto con la natura, per trascorrere una preziosa e rara giornata di sole di questa piovosa estate bresciana? Insolitamente puntuali, arriviamo alle 10 al Giocabosco, dove ci accoglie sorridente la Fata Margherita e una Natura rigogliosa. I pesciolini, i conigli, le caprette, i piccioni, le galline e il maialino Ginger gentilmente ci ospitano nel loro meraviglioso bosco di querce, reso magico dai vestitini degli gnomi appesi ai rami degli alberi, dalle casette di legno, dalle sculture rappresentanti Gnomi e Troll, dalle canzoni di Fata Armonia, dalla storia raccontata durante il percorso didattico.

Accmpagnati dalle dolci e attente Fate, i bimbi (e in coda noi genitori, osservatori silenziosi) si avventurano nel bosco e, dopo la "gnomizzazione" che li ha trasformati in fantastici gnometti con cappello rosso e camicina azzurra, imparano i modi per prendersi cura della natura e delle creature che la popolano, a rispettarla e proteggerla, meritando così il riconoscimento del titolo di "Guardiano del Bosco" e l'assegnazione della relativa medaglia.

"Far conoscere ai bambini il mondo della natura dovrebbe essere considerato uno degli eventi più importanti delle loro vite" (Thomas Berry), e indubbiamente non è mai troppo presto per insegnare loro un atteggiamento rispettoso. Mio marito ed io cerchiamo di farlo semplicemente dando il buon esempio e trascorrendo con il nostro piccolino il più tempo possibile all'aria aperta.

Credo non serva molto altro, perchémi rendo sempre più conto che l'amore per l'ambiente è insito in lui, gli nasce dall'interno, non serve che gli venga insegnato. A questo proposito, Maria Montessori scriveva: "Solo i poeti sentono il fascino di un fino rivoletto di acqua sorgiva tra i macigni, come lo sente il piccolo bambino, che si entusiasma e ride, e vuol fermarsi a toccarlo come per accarezzarlo.

Nessuno che io sappia, fuori di San Francesco, ha ammirato l'insetto modesto o il profumo di un'erbicciuola senza attrattive, come uno di questi bambini".

E', piuttosto, mio figlio a ricordarmi che anche lo scarabeo e la cimice incontrati al Giocabosco hanno il loro fascino e sono degni di attenzione, ammirazione e cura; che domandare a una cavalletta nel parco "vieni con me sul gonfiabile" non è da folli, ma è assolutamente normale per chi, come lui, vive ancora in intima connessione col naturale, con tutto ciò che lo circonda.

Ogni ramo, ogni insetto è motivo di stupore e stimolo per la sua fantasia; mi sorprendo spesso nel vederlo, "sporco" di fango e erba, inventare dialoghi e giochi solo con i sassi, le foglie e la terra del nostro giardino.

Per questo credo che Giocabosco sia una lodevole iniziativa di chi ha deciso di condividere con gli altri il suo meraviglioso angolo di Natura, perché, evidentemente, è consapevole di quanto siano importanti il cielo, l'aria, il sole, gli alberi e gli animali per la crescita sana di ogni bambino, per lo sviluppo della creatività e immaginazione, e, pensa che il rispetto per Madre Natura vada trasmesso ai bambini "non con un insegnamento duro, didascalico, ma incuriosendoli" (G. Zavalloni).