Sergio Mattarella è ufficialmente Presidente della Repubblica italiana. Il suo discorso, applaudito per ben 43 volte, è stato positivamente commentato da quasi tutte le forze politiche: anche quelle che non lo hanno votato. Fa eccezione solo la Lega Nord, nelle parole dell' on. Luca Zaia, che avrebbe voluto sentire parole sulle autonomie regionali.

Il discorso

Il cuore del discorso è la speranza del paese, le attese dei giovani: «L'impegno di tutti deve essere rivolto a superare le difficoltà degli italiani e a realizzare le loro speranze».

I problemi quotidiani dei cittadini, alle prese con gli ospedali, gli uffici pubblici: «Per la nostra gente, il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i giorni: l' ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale, il museo».

Ha un pensiero per le donne, quando ricorda che questo è il Parlamento con il più alto numero di donne. Richiama i giovani parlamentari a un rinnovato impegno perché essi «portano in queste aule le speranze e le attese dei propri coetanei».

Anche se non direttamente, Mattarella sembra rivolgersi principalmente al Movimento 5 Stelle. Loro, che sono la componente politica rappresentata dal più alto numero di giovani: principalmente alla Camera dei Deputati. Sembra rivolgersi ancora a loro, sempre in positivo, quando afferma: «Questo stesso Parlamento presenta elementi di novità e di cambiamento». Forse si saranno "mangiati le mani" per non averlo votato, avranno avuto almeno un piccolo rimorso.

Il Presidente Mattarella, tocca il cuore dei problemi della politica. Sa bene che gli italiani sono lontani dalla politica, che essi vanno riaccostati alle istituzioni, mostrando di prodigarsi per il bene comune e non per gli «interessi particolari». Richiama il Governo sull'uso delle deroghe, troppo spesso abusato nelle ultime legislature, invitando implicitamente il Parlamento a riappropriarsi del suo ruolo di Legislatore.

«La corruzioneha raggiunto un livello inaccettabile. Divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini». Quali parole aggiungere a quelle del Presidente, che ricorda papa Francesco per gli auguri ricevuti e per quanto anch'egli ha detto a proposito della corruzione.

Parla delle mafie: «cancro pervasivo». Lui che, tra le braccia, ha stretto il fratello Piersanti - ucciso da cosa nostra - negli ultimi istanti della sua vita.

Ricorda Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Tutti in piedi, l'applauso dell'aula è prolungato.

Termina il discorso, "senza retorica", come riferito dall' on. Nichi Vendola, con i volti dei cittadini comuni: anziani, malati, famiglie, giovani, disoccupati, imprenditori falliti, i bambini, le donne, gli uomini.

Un uomo da scoprire per noi giovani

Noi giovani dobbiamo scoprire una figura che non conosciamo.

Sergio Mattarella entra in politica agli inizi degli anni'80, quando molti di noi compievamo i nostri primi passi o non eravamo ancora nati. Professore universitario a Palermo, più volte ministro, vice presidente del Consiglio, tra i fondatori dell'Ulivo. Nel 2008 ha terminato il suo percorso politico. Intraprendendone certo un altro, quello di giudice della Corte Costituzionale, ma non per suo volere: i giudici di questo importante Organo dello Stato, sono eletti dal Parlamento, dal Presidente della Repubblica e dalle magistrature (vedasi Art 135, comm. 2, Cost. Italiana).

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