Secondo le ultime previsioni Istat, pubblicate dal 'Sole 24 Ore' in data 8 maggio 2015, per l'anno in corso 2015 avremo un Pil verso l'alto: +0,7%. Dopo anni di risultati negativi dobbiamo prenderne atto con sollievo. Anche gli investimenti e i consumi cresceranno e per l'occupazione, anche se non sarà in forte crescita (+ 0,6 %), possiamo parlare di consolidamento in modo lieve. Per il prossimo anno la previsioni ci dicono che il Pil sarà +1,2% e quello dell'anno ancora successivo (2017) arriverà a +1,3%, comunque poco più delle stime di qualche giorno fa della Commissione europea.
Rispetto alla media europea prevista per quest'anno 2015 che si aggira a +1,6%, il nostro Pil è a meno della metà. Anche se faticosamente, abbiamo superato il punto di flesso e si marcia, anche se lentamente, in senso giusto. Quest'anno la domanda estera (+0,4%) ci aiuterà ad uscire dal tunnel, più dei consumi interni, mentre nei prossimi anni si invertiranno, e perciò aumenterà la domanda interna (+0,8%) per il 2016 e +1,1% per il 2017, mentre l'aumento delle importazioni produrrà una diminuzione della domanda estera nel 2017. La spesa delle famiglie aumenterà nel 2015 (+0,5%), nel 2016 (+0,7%) e nel 2017 (+0,9%). Vi sarà una spinta negli investimenti, +1,2% nel 2015, agevolati dal più facile accesso al credito e buone aspettative per la produzione.
L'accumulazione del capitale aumenterà nel 2016 (+2,5%) e nel 2017 (+2,8%). Alla fine del 2015 migliorerà anche il tasso di disoccupazione portandosi vicino al 12,5% con un allentamento della cassa integrazione. Nel successivo biennio migliorerà il tasso di disoccupazione tra 12% e 11,4%. Naturalmente il tutto legato al quadro internazionale. Sono molti i segnali rassicuranti che provengono da più parti a farci sentire la vicinanza ad una vera inversione di tendenza. La notizia che alcune principali banche siano tornate all'utile, dopo circa tre anni di conti in rosso, è un forte segnale di novità in arrivo.
Non meno importante la notizia della produzione industriale a marzo, su base annua, +1,5 %, senza considerare il settore auto, +37% annuo.
Certamente l'azione intrapresa dal presidente Draghi aiuterà il processo di ripresa, di concerto con le riforme del governo italiano ed i finanziamenti per agevolare lo sviluppo. E' inutile ripetere che occorre una revisione della spesa a tutti i livelli, cercando di recuperare il massimo possibile per destinarli a spese produttive: scuola ed altro.