La disoccupazione giovanile è alle stelle e non sembra proprio che sia destinata a scendere in maniera significativa nel prossimo futuro. I nostri politici possono permettersi di dire che il problema siano i giovani in questione?
Da bamboccioni a choosy
I politici sembrano convinti che i giovani italiani siano i più sfaticati d'Europa. Sfido però qualcuno di loro a dirmi quando mai sono entrati in un centro per l'impiego. Se ci entrassero vedrebbero uno spettacolo desolante: quelli sì che sono pieni di gente, non i famosi ristoranti. Se il problema è che queste persone hanno alle loro spalle (e comunque non in tutti i casi) qualcuno che le mantiene, dico loro che possono stare tranquilli: se andiamo avanti di questo passo appena sarà esaurita la "generazione dei nonni" saranno tutti costretti a vivere in macchina, nel migliore dei casi.
E' evidente che la classe politica italiana ha avuto ben altri pensieri per la testa in questi anni di dura crisi, e non è riuscita a partorire nessuna norma che possa seriamente affrontare il problema, nemmeno in parte. Forse sarebbe meglio evitare di creare nomignoli dispregativi..
La grande narrazione della Garanzia Giovani
Doveva essere la panacea di tutti i mali, ma è evidente che non funziona. Non c'è bisogno di dati e percentuali, basta farsi un giro tra le persone normali per rendersene conto. Al di là delle convinzioni politiche, per arrivare a questa conclusione basta fare un semplice ragionamento: il lavoro non c'è, i soldi non ci sono. Nessuna Garanzia Giovani potrà mai dare lavoro all'oltre 40% di giovani disoccupati.
E questo vale per tutti i provvedimenti che Renzi (e altri prima di lui) ha varato. Nel migliore dei casi sono delle toppe messe su un buco decisamente troppo grande perché queste possano coprirlo
Il distacco tra politica e vita reale
Sentendo i discorsi pubblici di Renzi sembra che viva su un altro pianeta. Lui parla di gufi, mentre una parte sempre più grande degli italiani vive in uno stato di precarietà sempre maggiore. Sembra che sia convinto di avere dei poteri magici: basta che lui dica una cosa perché questa si avveri. Il nostro presidente del consiglio, con il suo modo di fare sicuro e appariscente e con le sue battute da cabaret, è diventato il simbolo di una classe politica che ha creato un divario con le persone comuni che rischia di diventare incolmabile.
Loro parlano di bonus, detrazioni fiscali, virgole sui decreti legge; nel frattempo i sogni dei giovani si sono tragicamente trasformati dal diventare calciatore o astronauta all'avere una contratto di lavoro che gli permetta di ammalarsi o di fare un figlio senza rischiare di essere licenziati per questo, o in qualche caso di avere un qualsiasi lavoro e basta.
Il lavoro è un diritto
Tutta questa situazione, che sempre più pericolosamente tende a stabilizzarsi e ad essere considerata la normalità, è, oltre che scandalosa, incostituzionale. Il lavoro è un diritto, e non un qualsiasi lavoro, ma bensì un lavoro dignitoso che consenta alle persone di vivere. Si dovrebbe lavorare per vivere, non vivere per lavorare.
Il problema non sono i giovani che non accettano di fare i lavori umili, se per lavori umili si intende lavorare senza nessun diritto e con stipendi da fame. Se una persona rifiuta di fare questo, non fa altro che riappropriarsi e riaffermare un diritto che qualcuno sta cercando di togliergli. Finché Renzi e la classe politica non capiranno questo, non ci potrà essere nessun tipo di ripresa per il nostro paese.