Lo scorso 20 giugno,in occasione del Family Day tenutosi a Piazza San Giovanni aRoma, il leader neocatecumenale Kiko Arguello haespresso la sua visione del rapporto uomo e donna nelle fasitravagliate del matrimonio. Interpretando le sue parole, ildolore che un coniuge può provare in seguito all'abbandonoo al tradimento della moglie, può indurlo a gestifolli, come l'omicidio della coniuge e dei figli. Puòquesto pensiero indurre al "femminicidio"? Secondomolte associazioni a tutela dei diritti delle donne sí,Arguello avrebbe giustificato una violenza con motivazionia dir poco arcaiche. L'esempio ha contrariato inoltre ilpubblico laico e una partedel mondo cristiano,shockati dal ragionamento anacronistico applaudito dalla folla delFamily Day.

In questi giorni molti giornali si sono espressi sulledichiarazioni di Arguello proponendone gli estratti che hanno divisol'opinione pubblica e la comunità cristiana.

Il discorso coinvolge non solo il tema della violenza domestica,dell'omicidio, del rapporto paritario uomo e donna, marichiama marginalmente anche gli omosessuali e la concezioneche i neocatecumenali hanno dei matrimoni gay.Un calderone di concetti associati ad un esempio forse poco efficace.

Per quanto riguarda illoro eco, i Catecumenali solo decennio 1987-1996 hanno potutocostruire ben 28 seminari in tutto il mondo, il primo a Romain zona Aurelia.

Oltre 200 famiglie «in missione per contodi Dio», più di 3 mila parrocchie controllate solo inItalia, una su tre solo a Roma.

Che i Neocatecumenali rappresentinoquindi un polmone per la religione cristiana è indubbio, lascianoinvece molti dubbi le interpretazioni del discorso di Arguello. Probabilmente frutto di un fraintendimento, la Chiesa hasubito pensato di avvalorare la sua posizione rispetto ai temicitati grazie alle ultime dichiarazioni del Sinodo sudivorziati, coppie di fatto ed omosessuali.Che questo basti per dimenticare le dubbie dichiarazioni di Arguello?

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