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Si aggiunge un drammatico capitolo nella storia scolastica americana, segnata ancora da una sparatoria in pieno giorno, stavolta all'interno dell'Umpqua Community College di Rosenburg.

Un giovane di 26 anni, Chris Harper Mercer, si è introdotto all'interno della scuola uccidendo 10 adolescenti e ferendone altri 20. Il ragazzo aveva fatalmente annunciato le sue intenzioni la sera prima dal proprio profilo facebook, avvertendo di non recarsi a scuola. Le autorità fanno sapere che il 26enne soffriva di disturbi mentali, escludendo qualsiasi coinvolgimento con gruppi terroristici o estremisti. Rimangono comunque ignote le cause che avrebbero spinto il giovane a tale gesto, forse si tratterebbe più di una rivendicazione ideologica: Mercer si professava infatti un "conservatore repubblicano", oltre che simpatizzante Ira e contro le "religioni organizzate", tra cui probabilmente considerava il cristianesimo.

Non a caso i testimoni della sparatoria raccontano che Mercer avesse fatto alzare le vittime in piedi prima di sparar loro, chiedendogli la religione, "ha chiesto loro se fossero cristiani. Se rispondevano sì gli sparava in testa, altrimenti alle gambe", ha raccontato una ragazza lì presente. Il conflitto si è concluso dopo una lunga sparatoria con la polizia, in cui Chris Harper Mercer è rimasto ucciso. Le autorità hanno riscontrato in suo possesso 4 pistole sul luogo dello scontro.

"Lo consente la Costituzione": il paradosso dell'arma da fuoco negli USA

Forse, più che di un efferato capitolo dovremmo parlare di "paragrafo", considerando la frequenza con cui si verificano gli scontri a fuoco nelle scuole statunitensi.

"Le sparatorie sono diventate una routine ormai nel nostro paese – ha affermato il Presidente degli Stati Uniti Obama riguardo la sparatoria di giovedì scorso in Oregon – avvengono quasi una volta al mese".

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Un'affermazione che però si limita a considerare le cifre degli scontri a fuoco nei soli istituti scolastici dal momento che, guardando la situazione nel complesso, i numeri risultano ancora più preoccupanti.

Ad evidenziare questo aspetto è il quotidiano Washington Post, che nelle ore successive alla strage della Umpqua Community ha realizzato un'infografica sugli scontri a fuoco avvenuti dall'inizio del 2015 in tutto il territorio americano: ben 294 sparatorie in 274 giorni, ovvero più di una al giorno. La stima considera inoltre le sparatorie che hanno coinvolto almeno 4 persone, compreso l'assalitore. Il che potrebbe dire che il numero possa addirittura essere maggiore.

In quest'ottica il problema delle armi da fuoco non riguarda solo gli adolescenti, ma un aspetto socio-culturale americano che il Governo, come espresso dal Presidente Obama, deve urgentemente affrontare da un punto di vista normativo. "Negli USA non ci sono leggi sufficienti che colmino le mancanze sul porto armi.

Sono l'unico paese avanzato dove non è stato ancora possibile varare una legge che tratti questo aspetto, nonostante rappresenti il desiderio di molti americani", ha concluso durante il suo intervento.