PALERMO - È una tabella famigerata o famosa, secondo gusti. Stiamo parlando della "Tabella H", ovvero l'elenco delle più disparate associazioni e cooperative che riescono ad avere un contributo annuo elargito dalla Regione Siciliana. Ovviamente con i soldi pubblici.

Per decenni, la "Tabella H" è stata la carovana da assaltare da parte dei politici di tutto l'arco costituzionale perchè era - ed è - una delle migliori occasioni per fare clientelismo spingendo per assegnare fondi a questo o quell'amico.

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Un assalto annuale che, tutti, a parole hanno detto di voler eliminare ma che nei fatti si riconferma di anno in anno. Anche nel 2015 dopo che Crocetta (presidente Regione Siciliana) aveva dichiarato di voler rivedere questi criteri di elargizione economica.

Per la "Tabella H 2015" sono arrivate centinaia di domande che dovevano essere presentate secondo uno schema pubblicato sulla Gurs, la gazzetta ufficiale dell'Isola, del 3 luglio 2015.

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Ciascuna domanda è stata poi vagliata dall'assessorato/dipartimento di competenza. Dal totale delle richeste effettuate, gli uffici hanno contabilizzato oltre 18 milioni di euro di richieste. Ma la finanziaria della regione non è riuscita a soddisfare tutti questi "creditori" pur mettendo sul campo la non indifferente cifra di 6,5 milioni di euro.

Cosa si paga?

Con i soldi della "Tabella H" si paga di tutto.

Ma, soprattutto, stipendi e emolumenti per vari presidenti, consigli di amministrazione, spese per uffici, macchine di servizio, ecc ecc. Ecco perchè tutti anelano ad avere questi soldi: ne va della sua sopravvivenza dell'associazione e degli assunti. Sopravvivenza fatta, beninteso, sulle spalle del denaro pubblico dei siciliani e degli italiani e per obiettivi che spesso rimangono nel più vago.

Non è facile avere un quadro completo perchè, ad hoc o per sciatteria, i contributi sono riportati dentro uno schema di deliberazione che mette assieme tanti diversi aspetti dell'iter e si devono spulciare circa 60 pagine di documenti per capire chi-prende-cosa.

Per quello che si è allora riusciti a comprendere, dei 6,5 milioni di euro, 300.000€ sono andati a progetti di cooperazione mediterranea; 1.611.000€ a generiche attività culturali, storiche, ambientali; 2.016.000€ a attività sociali, disagio famigliare, ecc; 22.000€ alle associazioni di rappresentanti degli inquilini (i proprietari non hanno questa possibilità?); 722.000€ a attività du studio, universitarie, ecc ecc ecc; 1.104.000€ a cose legate all'agricoltura e gestione della fauna; 351.000€ per progetti sulla disabilità, genericamente definiti chissà perchè "Pianificazione Strategica"; 85.000€ per la raccolta del sangue; 289.000 ad attività melting pot di turismo, sportive, musicali, ricreative, di promozione dell'immagine.

Chi prende di più?

Scorrendo l'elenco, un buon raccolto è stato fatto dal CorFiLac di Ragusa, attività al servizio degli allevatori privati tenuta in vita da fondi pubblici, a volte emersa anche nelle cronache giudiziarie e che ha avuto ben 447.652€, tanto quanto chiesto.Un milione di euro lo ha avuto il Consorzio Bioevoluzione Sicilia Bes.

Dal Dipartimento Affari Extraregionali (sembra roba dell'altro mondo) arrivano 303.564,07€ per il Coppem di Palermo che nel proprio sito si descrive come Comitato Permanente per il Partenariato Euromediterraneo delle Autorità Locali e delle Regioni.

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Le "attività sociali" fanno la parte del leone: il centro accoglienza "Padre Nostro" (immigrati) raccoglie oltre 700.000€, l'associazione Meter (anti-pedofilia) 793mila mentre l'Arcobaleno (aiuto telefonico) di Avola (SR) ha 696mila€. Oltre 1 milione altra associazione del mondo dell'immigrazione, la "Segni di Integrazione" di Palermo

Ci sono soldi per tutti, anche casi limite: 5.000€ per l'associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra, che evidentemente estistono ancora e 20.000€ per sostenere tre associazioni di inquilini: chissà chi hanno tra i soci.

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