Nessuna sorpresa la discesa in campo di Giorgia Meloni per le amministrative della Capitale, una delusione forse per chi credeva che per una volta gli interessi comuni potessero prevalere su quelli individuali. Questo l'amaro commento di molti osservatori dopo la decisione di Matteo Salvini di prendere le distanze dal candidato designato da tutti e tre gli schieramenti di centrodestra, Guido Bertolaso e successivamente rinnegato senza un vero perché. La decisione del leader della Lega ha portato a preferire Giorgia Meloni per quel ruolo ed a far sì che lei decidesse di accettarlo, nonostante gli accordi presi con Silvio Berlusconi fossero altri.
Mentre Salvini esulta e la Meloni ringrazia, iniziando la sua campagna elettorale, Berlusconi ne prende atto e prosegue per la sua strada, dando pieno sostegno a Bertolaso, che commenta che non si ritira, "ma va avanti come una ruspa".
Gli scenari futuri per il centrodestra, un nuovo tradimento?
La decisione di avere più candidati a Roma crea di fatto una spaccatura all'interno dello schieramento di centrodestra. Se non si può parlare di tradimento poco ci manca, se si va ad esaminare come la scissione sia avvenuta e che ricorda fin troppo bene quella di altri importanti esponenti del passato remoto e recente. Tutti e tre i leader avevano fatto convergere il loro gradimento su Guido Bertolaso, dandogli pieno appoggio e allontanandolo dai suoi impegni umanitari in Africa.
Gli atteggiamenti con il tempo sono cambiati a cominciare da quelli tenuti da Salvini, che prima ha chiesto un' investitura popolare del proprio candidato e, dopo averla ottenuta non gli è bastata lo stesso. Giorgia Meloni è rimasta un po' alla finestra ad aspettare gli eventi per poi prendere l'occasione di una battuta infelice dell'ex capo della Protezione Civile per fare il suo annuncio e scendere in campo al fianco del leader della Lega. In tutto questo Berlusconi è rimasto fedele alla parola data ed ha confermato il suo pieno appoggio alla persona designata, rendendosi conto come la politica possa essere ballerina.
Troppicandidati a Roma, un problema per i cittadini?
A questo punto per la corsa al Campidoglio ci sono seicandidati ufficiali e duepossibili new entry.
La sinistra, anch'essa alle prese con faide al proprio interno, si presenta con Roberto Giachetti, che potrebbe avere come concorrente un rappresentante della minoranza del Pd e l'ex sindaco Ignazio Marino. Il M5s sfodera l'agguerrita Virginia Raggi, che si dovrà scontrare anche contro Alfio Marchini, appoggiato da Alfano e Storace per la Destra. A loro si affiancano ora Giorgia Meloni, sostenuta dalla Lega e Guido Bertolaso, lista civica più Forza Italia.
Un bel rebusper gli elettori che dovranno scegliere un sindaco che dovrà dimostrare disaper fare e non solo parlare, come spesso fanno i politici di professione.