Il termine "jihad" è ultimamente molto utilizzato dai mass media in relazione alla guerra culturale, ideologica e militare tra Occidente ed Oriente. È spesso utilizzato erroneamente dai giornalisti, che gli attribuiscono un significato simile a quello di "guerra santa", definendo quindi un "jihadista" un musulmano che si impegna militarmente nella guerra contro l'Occidente, conducendo una guerra di religione. Ma il significato non è, in realtà, questo. Il termine "jihad" significa, letteralmente dall'arabo all'italiano, "sforzo". Per spiegare questa traduzione a chiunque rimanga perplesso, occorre distinguere due tipi di jihad (sforzo): il "grande jihad" e il "piccolo jihad".

Il grande jihad è lo sforzo che il musulmano compie contro le sue pulsioni interne, al fine di reprimerle e avvicinarsi a Dio piuttosto che alla città terrena. È, in pratica la retta professione di fede islamica, che si fonda su 5 pilastri: il digiuno nel mese di Ramadan, recitare le preghiere quotidiane, praticare l'elemosina, fare almeno una volta nella vita il pellegrinaggio a La Mecca e la professione di fede. È, dunque, uno sforzo interiore all'individuo, al buon musulmano. Il piccolo jihad è invece la guerra che il musulmano deve condurre contro il mondo della miscredenza (dar- Al- kufr) ed ottenere il trionfo della fede islamica nel mondo (dar-al - Islam).

Riguardo il piccolo jihad vi sono due correnti di pensiero: la prima sostiene che debba essere condotta una guerra difensiva nei confronti del "dar- al-kufr", la seconda che debba essere condotta una guerra offensiva, come ad esempio sostengono le organizzazioni terroristiche islamiche odierne tra cui l'ISIS.

Infatti, chi sostiene che si debba condurre una guerra offensiva contro il "Grande Satana", come definì l'ayatollah Khomeini gli Stati Uniti d'America, sostiene la causa del terrorismo, incarnando letteralmente il passo del Corano che segue: "Invero sono con voi: rafforzate coloro che credono. Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi!".

Una vera e propria dichiarazione di guerra verso i miscredenti, ovvero, nella loro ottica, noi Occidentali. Tuttavia, nel Corano, vi è anche un passo che sostiene il contrario e sosterrebbe la causa di coloro che credono che debba essere condotta una guerra difensiva al fine di non essere contagiati dal "dar-al-kufr": "Combattete contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono".

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