Siamo giunti alla sesta puntata della Serie TV "The Young Pope" targata Sky e diretta da Paolo Sorrentino.

Fino ad ora un successo, soprattutto per chi ama l'inconfondibile stile di Paolo Sorrentino, dalle sue riprese artistiche fino ai messaggi subliminali presenti in quasi tutti i suoi film celati dal velo artistico cinematografico che offrono spunti di riflessione riguardo la vita quotidiana di ognuno di noi.

"The Young Pope" è la Chiesa immaginata da Paolo Sorrentino (non sappiamo se anche quella sperata) guidata da un papa giovane, affascinante (interpretato da Jude Law), vendicativo ma allo stesso tempo considerato un santo.

Andando avanti con le puntate, effettivamente, questo papa appare sempre più intransigente verso quei cattolici che non si dedicano a tempo pieno alla fede ma credono di trovare la fede stessa solo la domenica a messa o nei momenti di allegria. Il papa di Sorrentino vuole cattolici fanatici, obbedienti e severi con sè stessi contro i loro peccati.

Un papa moderno, che fuma sigarette all'interno dei meravigliosi palazzi vaticani, presuntuoso e cosciente della propria bellezza, ma allo stesso tempo con idee antiche, come quella di riportare Dio in ogni momento della nostra vita ma anche intransigente verso ogni forma di tolleranza da parte della Chiesa. Minaccia persino il Primo Ministro italiano, un ipotetico Matteo Renzi, a fare concessioni territoriali a favore della Chiesa, altrimenti costretto a pronunciare un "non-expedit", disposizione storica che risale al 1874.

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Ma il punto centrale del pontificato di Papa Pio XIII è la parola "mistero", ovvero il mistero della fede, l'assenza che è presenza. In nove mesi di pontificato il papa non è mai apparso in pubblico, poichè semplicemente non lo ritiene necessario a far trovare la via della fede. Con lui la Chiesa o muore o impera. 

L'impressione è come se Sorrentino, che ha scritto e diretto questa serie, constatasse l'attuale stato di declino della Chiesa, troppo tollerante, e la ponesse di fronte al suo destino: o si vince o si muore. E se si vince, si vince tornando indietro.