Brandy aveva 18 anni ed una lunga e bellissima vita davanti a sè. Aveva 18 anni e la sua vita era diventata invivibile. Brandy da diverso tempo era perseguitata da alcuni bulli per il suo peso. Era bellissima ma era "grassa" come la definivano i bulli. Brandy era stata presa di mira, era una vittima di bullismo e non solo: infatti era stata sottoposta per anni ad un tormento psicologico che avrebbe sfiorato il limite di sopportazione di Brandy. Ma questo non era sufficiente per i bulli che la perseguitavano.

E' successivamente emerso che i bulli avevano creato un profilo falso a nome di Brandy in un sito di incontri, dove fingevano che lei offrisse sesso gratis, riportandone addirittura il numero di telefono.

Ancora avevano poi creato un profilo su Fb, con il quale mandavano messaggi offensivi e incitavano Brandy al suicidio. Brandy aveva segnalato alle autorità la presenza di questo falso profilo, ma gli agenti non hanno potuto far nulla in quanto i profili erano stati creati da un'applicazione criptata impossibile da rintracciare. Brandy ha così deciso di levarsi la vita a diciotto anni ha puntato la pistola alla pancia, nonostante i genitori che si trovavano difronte a lei cercarono di distoglierla dal folle gesto. Diciotto anni volati via per colpa di offese e maldicenze. Fare giustizia per avere giustizia. Una vita ricevendo umiliazioni e vessazioni.

Bullismo e cyberbullismo

Quello che ha subito Brandy, come altre moltissime vittime non è soltanto bullismo ma anche cyberbullismo.

Un fenomeno in forte crescita, dove per cyberbullismo si intende l'utilizzo di strumenti telematici di ogni tipo (telefono, messaggio, email, facebook, twitter..) per mettere a disagio, insultare e umiliare altre persone.Tutto questo tramite i mezzi di comunicazione. E' stimato in Italia che in un ragazzo su due è vittima di bullismo: circa il 30% delle vittime ha subito offese di violenza psicologica, fisica e verbale.

Vessare verbalmente con offese pesanti è il nuovo "trend" degli adolescenti di oggi.

Vorrei rispettare la tanto amata e odiata neutralità giornalistica. Non mi sento neutrale nel dire che qualcosa non va se una ragazza di diciotto anni viene indotta al suicidio da un profilo falso di Facebook fatto dai bulli.

Ognuno vive con i propri rimorsi, e c'è chi avrà sulla coscienza gli occhioni azzurri di Brandy.

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