I buoni consigli del prof. Romano Prodi, non saranno sufficienti per riunire la sinistra italiana. La manifestazione del 18/06/2017, al teatro Brancaccio di Roma, ha sancito, in modo netto, la divisione tra l'area Falcone-Montanari-Frantojanni da una parte, e quella di Giuliano Pisapia- Pier Luigi Bersani dall'altra. Niente unità di tutta la sinistra. L'assemblea non ha nascosto l'avversità, in particolare nei confronti di Pisapia, e infatti ad ogni citazione dello stesso, seguivano 'fischi' a volontà. Unico elemento di chiarezza è stato la mancanza di volontà di percorrere insieme una strada comune.

L'intervento di Pippo Civati (Sinistra Italiana), per un invito all'Unità è caduto nel vuoto.

Vivo il ricordo del Referendum 2016

I nuovi gruppi di Falcone- Montanari e Frantojanni non sognano un futuro col PD, lo hanno dichiarato con molta chiarezza. Il discrimine è il referendum 2016 e le relative adesioni, e tutto ciò allontana l'idea di un Pisapia capo della sinistra unita.

Al Mdp viene rinfacciato dalla stessa assemblea del Brancaccio, di avere salvato il Governo al Senato e di aver partecipato alla manifestazione CGIL a Roma: non sono mancati i fischi anche per il sen. Miguel Gotor. Era comunque nelle previsioni la difficoltà di un totale accordo politico a Sinistra. Al Brancaccio, in questo clima, è nata cosi 'Democrazia e Uguaglianza' la coalizione civica di Falcone e Montanari, col chiaro Messaggio: 'mai con il PD'.

Nuovo quadro politico

La detta coalizione ritiene 'il PD sia un pezzo della destra italiana'. Quello fin qui detto è uno spaccato della realtà politica dei giorni nostri, ed è in questo clima che bisogna muoversi per trovare soluzioni idonee. Senza farsi illusioni, per un osservatore imparziale, è il caso di riflettere e puntare l'interesse sui programmi e sulla necessità del popolo, insieme a chi crede la stessa cosa.

Il vincolo di appartenenza quando vi è la volontà comune di raggiungere un traguardo, rinvigorisce l'azione politica. In mancanza, con chiarezza di obiettivi, si possono portare avanti progetti condivisi, anche con forze non omogenee, quando prevale l'interesse della comunità. In questi ultimi tempi è sicuramente calato l'interesse per la politica, e ci dobbiamo preparare a formule 'sui generis' per mandare avanti la cosa pubblica. Sarà dura, ma è quella la strada, purtroppo, verso cui ci dovremo incamminare.