Ennesimo inciampo nel cammino di Valeria fedeli al Ministero dell’Università e della Ricerca: questa mattina sul sito istituzionale del Ministero, nelle pagine dedicate agli esami di maturità 2017, è comparso un refuso veramente clamoroso, “Traccie prove scritte” con una lettera “i” assolutamente di troppo.

Quando il gestore del sito ha corretto l’errore era ormai troppo tardi, le immagini della pagina erano già state salvate e hanno iniziato a diffondersi a macchia d’olio sui social network. Inutili le scuse presentate dal Ministero, che ha spiegato come si sia verificato ''Un errore di battitura generato dal fornitore tecnico che inserisce i contenuti, un errore materiale che, naturalmente, non doveva esserci, tanto più su una pagina che riguarda gli esami".

Da Vittorio Amedeo III a Vittorio Emanuele III

Non è la prima gaffe che ha visto coinvolto negli ultimi mesi il dicastero diretto da Valeria Fedeli: alla fine del mese di maggio il ministro era incappato in un grave errore sulla storia d’Italia, quando aveva pubblicato sul sito un intervento in occasione dell’assegnazione del Premio Cherasco Storia. Il ministro Fedeli aveva scritto che proprio a Cherasco “Nel 1631 venne firmata la Pace che concluse la guerra del Monferrato, durante la peste che fa da sfondo ai Promessi Sposi. È qui che più tardi, nel 1796, Napoleone impose a Vittorio Emanuele III l’armistizio con cui decretò la capitolazione Sabauda".

In realtà l’armistizio venne imposto da Napoleone a Vittorio Amedeo III, quasi un secolo prima che sul trono d’Italia sedesse Vittorio Emanuele III, noto anche come il “re piccolo” o “sciaboletta” per via della sua bassa statura.

Laurea "fantasma"?

Senza dimenticare le polemiche che avevano accompagnato l’insediamento di Valeria Fedeli al Miur: sul sito del ministero, nel curriculum il neo nominato ministro appariva come “laureata in Scienze sociali”, ma in breve tempo il web (e anche diversi parlamentari) si accorsero che la Fedeli aveva frequentato l’Unsas (Unione nazionale scuole di assistenza sociale) tra il 1978 e il 1971, quando ancora quel corso di studi non permetteva di conseguire un diploma di laurea.

Diploma che comunque la Fedeli non avrebbe mai potuto conseguire, avendo ottenuto in precedenza un titolo triennale quale maestra di Scuola materna, e per accedere a studi universitari occorre un diploma di scuola superiore quinquennale.

Anche in quel caso, il sito del Miur corse ai ripari correggendo il titolo di studio in “diploma di assistente sociale”.

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