L'Italia di Pallavolo femminile esce dall'Europeo appena concluso in Turchia con molte polemiche e malumori da risolvere, ma anche con un bronzo meritato e fortemente voluto, come si è visto durante la "finalina" con la Polonia, finita sul 3-0 in favore delle azzurre. La medaglia d'oro è andata alla Serbia, che ha sconfitto nella finale di Ankara le padrone di casa della Turchia per 3-2.

I voti delle italiane all'Europeo di pallavolo

Terminate le gare è possibile ora dare un voto alle protagoniste della nazionale italiana, che ha chiuso appunto al terzo posto:

Paola Egonu: 6,5. Inutile nascondersi dietro ad un dito: questa avventura europea non ha visto come protagonista la migliore Egonu: molto fallosa nella semifinale contro la Serbia, nervosa e molto probabilmente più stanca a livello mentale che fisico.

Ma nonostante tutto ciò risulta essere la miglior realizzatrice del torneo grazie ai 196 punti messi a terra. Conclude l'Europeo togliendosi dei sassolini dalla scarpa durante un'intervista rilasciata alla Rai in cui rispedisce al mittente le critiche ricevute.

Sorokaite: 7. Entrata nel giro della Nazionale in punta di piedi pronta a recitare principalmente il ruolo di "jolly" alternando presenze, da subentrante, come opposta e come schiacciatrice si ritrova invece titolare all’Europeo: soffre forse anche più del dovuto in ricezione ma rimane lo stesso una delle note più positive di questa spedizione azzurra.

Sylla: 7. Non molla mai. Ottimo torneo in ricezione (dove però spesso le avversarie cercavano la compagna di reparto Sorokaite), sempre positiva in attacco paga però il fatto di non poter rifiatare mai per mancanza di cambi,

Malinov: 6. Non molto aiutata da una ricezione di squadra poco precisa non è riuscita a trovare una buona intesa con le sue centrali. Mazzanti ha piena fiducia nei suoi mezzi e sicuramente saprà migliorarsi ancora molto: la voglia di lavorare in palestra c'è.

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De Gennaro: 6,5. In ricezione, senza Lucia Bosetti accanto, ha sofferto più che in altre occasioni mentre in difesa rimane una delle migliori nel suo ruolo.

Folie: 6. Ha iniziato alla grande per poi rallentare piano piano fino a risultare in difficoltà nelle battute finali del torneo. Le va riconosciuto il merito di aver dato tutto senza essersi mai risparmiata.

Chirichella: 6. Non lascia il segno in attacco o a muro, fondamentali dove fatica più di quanto dovrebbe una giocatrice come lei ma si salva grazie a ottime prestazioni in battuta.

Danesi - S.v. Chi l'ha vista? Un 2018 impressionante in nazionale, una stagione vincente col club, ma poi è diventata la quarta scelta nelle gerarchie di Mazzanti durante questo Europeo.

Fahr: 7. A neppure 18 anni (li compirà questo giovedì) viene buttata in campo anche in alcuni momenti delicati e lei risponde sempre "presente" regalando ottime prestazioni. Se saprà tenere questo buon ritmo durante la prossima stagione a Tokyo 2020 potrebbe anche candidarsi per un posto da titolare.

Parrocchiale: 6,5. L'ex bisontina di Firenze dimostra ancora una volta di essere un preziosissimo cambio per la seconda linea, capace di entrare subito in partita e regalando sempre molta serenità alla linea di ricezione. Purtroppo (per lei) davanti ha un mostro di bravura come Moki De Gennaro che ne limita notevolmente le apparizioni come Libero titolare.

Orro: 6. Voto di fiducia perché Mazzanti non la vede praticamente mai come alternativa alla titolare Malinov durante la manifestazione europea.

Impiegata come cambio tattico in battuta dimostra di essere sempre utile alla squadra.

Nwakalor e Enweonwu: S.v. Pochi punti giocati per Nwakalor (contro la Serbia nella peggior serata delle italiane), ma è andata ancora peggio alla sua compagna di squadra Enweonwu. Due cambi mai sfruttati.

Bosetti: S.v. Con lei in campo avremmo perso contro la Serbia? Chissà. Di sicuro non esiste una giocatrice in grado di sostituire Lucia Bosetti in questa nazionale e alla lunga abbiamo pagato l'infortunio della giocatrice in grado di dare il giusto equilibrio alla squadra.

Il CT Mazzanti 5.5. Raggiunge l'ennesimo podio, è vero, ma a questo giro la sua nazionale ne esce molto provata e con più problemi di quando è iniziata l'avventura: Pietrini che rinuncia, Danesi che scompare, seconde linee praticamente mai utilizzate ed un sestetto Egonu-dipendente e senza feeling tra palleggio e centrali. Il Coach azzurro ha tanto lavoro in vista delle Olimpiadi. Tanto duro lavoro.

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